Cinque presidenti latinoamericani, Felipe Calderón del Messico, Cristina Fernández de Kirchner dell'Argentina, Antonio Saca di El Salvador, Fernando Lugo del Paraguay e Martín Torrijos di Panama, riuniti per discutere di povertà, bambini e istruzione. Non è evento comune e l'ha realizzato la Fundación ALAS al margine dell'Assemblea dell'ONU di New York.
A guidare l'incontro, intitolato Los niños de Latinoamérica: Un futuro sin pobreza (I bambini dell'America Latina: un futuro senza povertà), c'erano due dei fondatori dell'organizzazione, Shakira e Alejandro Sanz.
"Cari presidenti, vogliamo chiedervi di portare il tema dell'educazione dei bambini fino a 6 anni al prossimo Vertice Iberoamericano (dal 29 ottobre a El Salvador), che si arrivi a un accordo programmatico, con mete specifiche e concrete perché ogni bambino latinoamericano riceva nutrimento, istruzione e stimoli sin dalla sua nascita" ha detto la cantante colombiana. Sulla stessa linea Alejandro Sanz, che pur essendo spagnolo, è sempre stato presente in tutti i progetti di musica, concerti e iniziative sociali che abbiano l'America Latina come protagonista. "Vogliamo ottenere l'impegno dei presidenti qui presenti a trasformare questo lavoro in uno dei loro principali progetti" ha spiegato a margine dell'incontro. ALAS, che riunisce le principali stars della musica ispanica, ha raccolto l'impegno dei suoi patrocinatori (tra loro anche il messicano Carlos Slim, il secondo uomo più ricco del mondo) a versare 200 milioni di dollari in progetti destinati all'infanzia latinoamericana.
E la richiesta di Shakira e Alejandro è stata ascoltata: per la prima volta, grazie anche all'impegno della Fondazione, i bambini latinoamericani saranno nell'agenda di un vertice internazionale, con tanto di ringraziamento dei cinque leaders presenti. Tra loro la nota divertente l'ha scritta Fernando Lugo, il presidente di uno dei Paesi più poveri del Cono Sur, il Paraguay. "Io credo che il Paraguay può, che l'America Latina può e che hanno nuove ali di angelo per volare" ha commentato. Per poi far sorridere la platea ammettendo di essere della "vecchia guardia", quella che ascolta "Julio Iglesias"; Lugo ha "dovuto chiedere ai collaboratori che tipo di musica facesse Alejandro Sanz". Risate e applausi in sala di cui Lugo ha approfittato per invitare Shakira e Alejandro nel suo Paese "entro la fine dell'anno". Invito accolto da entrambi: chissà che non sia Asunción la prossima sede di un concerto di ALAS.
In occasione dell'incontro newyorkese Shakira ha rilasciato un'intervista via email al quotidiano messicano El Universal. Eccola in italiano, in lingua originale la trovate qui
- Come ottenere che i governi come il messicano si impegnino quando la principale preoccupazione è la sicurezza?
Il governo del Messico e il suo presidente hanno sempre mostrato una grande sensibilità sui temi dell'infanzia, ti direi che l'educazione e la sicurezza sono temi legati. Più e migliore istruzione dall'infanzia oltre ad essere un tema prioritario di qualunque società, possono aiutare senza dubbio a costruire una società più giusta e più sicura
- Come evitare che l'aiuto offerto da ALAS sia solo palliativo e diventi invece una politica pubblica?
L'impegno che stiamo chiedendo oggi ai governi è che possano considerare le linee dell'educazione infantile come un tema di Stato. Che lo inquadrino nei programmi di educazione e di governo e che sia una responsabilità che si assuma con priorità. Noi artisti possiamo solo sensibilizzare, ma sono i governi e le stesse famiglie che possono davvero generare il cambio.
- Come ottenere un'unità latinoamericana reale, oltre le frontiere fisiche e ideologiche?
Noi lavoriamo per i bambini, siano dove siano, abbiamo convocato artisti, intellettuali, presidenti e imprenditori di tutti i Paesi. Come gruppo siamo uniti oltre le frontiere, questo è un buon esempio di unione latinoamericana.
- Perché l'interesse dell'impegno dei presidenti dell'America Latina? Cosa si aspetta da loro? Cosa si aspetta dai Governi?
Perché sono loro che in ultima istanza possono incidere di più nell'iniziare quello che ALAS chiede. ALAS è composta da artisti che sensibilizzano, da imprenditori che stanno facendo donazioni importanti e da pensatori che ci aiutano affinché tutti capiscano il problema, ma alla fine solo lo Stato, attraverso i governi, può dare risposte all'argomento. Fare questo senza l'aiuto o l'impegno di ogni presidente sarebbe impossibile.
- Come pensa di continuare a promuovere le politiche pubbliche sull'argomento?
Il nostro obiettivo è dare passi solidi e concreti. Prima c'è stata l'idea della Fondazione con tutti gli artisti e imprenditori, è stato così che è nato ALAS e abbiamo scritto le basi d'azione. Poi abbiamo fatto i concerti per dare coscienza a tutti del problema che vogliamo affrontare, che è necessario coprire l'educazione infantile e dare copertura lì dove non arriva. Abbiamo annunciato gli oltre 200 milioni di dollari che gli imprenditori si sono impegnati a investire in questo settore e adesso, oggi, qui, abbiamo ottenuto qualcosa di storico per noi, che i presidenti inseriscano questo tema nel prossimo Vertice Iberoamericano, in cui 22 Paesi della regione si uniranno ad un tavolo. Oggi è un giorno molto bello per ALAS e possiamo già dire che il prossimo passo sarà influire perché nel Vertice si raggiungano impegni concreti da parte di ogni governo.
- Cosa pensa del fatto che le personalità dello spettacolo debbano fare quello che non fanno le autorità?
Credo che anche noi dello spettacolo abbiamo una responsabilità nel dare una mano, ma dico sempre che non potremmo fare niente da soli. I governanti sono quelli che decidono e ho visto molti di loro realmente impegnati. Calderón è un buon esempio.
- Qual'è dal suo punto di vista il problema dei politici in America Latina? Perché la nostra regione è incpaace di progredire?
La chive è l'istruzione. Quanto più possiamo investire nell'istruzione, prima progrediremo. Più istruzione, più progresso, più uguaglianza di opportunità. Non esiste uno strumento più potente di uguaglianza di opportunità e progresso che l'istruzione dalla più tenera età
- Che ruolo gioca l'iniziativa privata? Davvero pensa che le imprese partecipano per filantropia o lo fanno per "pulire la propria immagine", perché conviene ed è un investimento come un altro in marketing?
Gli impresari giocano un ruolo chiave. Sono coscienti dei problemi della regione e sanno che hanno una responsabilità nell'aiutare e restituire in qualche modo parte del loro successo, che arriva sempre da popolo. Li ho visto consapevoli di questo e ho sentito che la loro vera motivazione è aiutare a costruire un Paese migliore.
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