La notizia è arrivata a sorpresa ieri pomeriggio, da un'affollata conferenza stampa in
una sala di Madrid Fusión, la più importante manifestazione gastronomica spagnola.
Ferran Adrià ha annunciato che El Bulli, il ristorante di cui è proprietario e che è
considerato il migliore del mondo, chiude per due anni, dal 2012 al 2014, quando riaprirà
per "offrire un nuovo modo di mangiare". Lo chef spagnolo assicura che non è
l'inizio della fine né il prologo per la chiusura definitiva del locale, incastonato
nella Costa Brava, a Rosas, in provincia di Girona. Questi due anni serviranno per
continuare studio e ricerca sugli alimenti, per conservare la creatività e mantenere
"la cucina spagnola in alto". "Saranno tutto meno due anni sabbatici, di
sabbatico non ci sarà niente" ha assicurato Adrià.
Durante la chiusura temporanea i lavori di El Bulli continueranno in ElBulliTaller di
Barcellona e nello stesso ristorante, per analizzare tecniche, stile, creatività e
futuro.
La cosa che sembra sicura è che con questa chiusura Adrià vuole marcare un prima e dopo,
chiudere una tappa in cui El Bulli si è proposto come punto di riferimento della cucina
spagnola e ha sedotto la critica internazionale, e aprirne una nuova, tutta da inventare.
Probabilmente è questa sfida l'unica cosa che rimaneva ancora da fare a questo catalano
48enne che nella sua carriera ha rivoluzionato il concetto stesso di cucina e di
alimentazione, introducendo la manipolazione delle tessiture e la chimica sui fornelli.
Nel 2014, alla riapertura, "si considererà prioritaria la ricerca sulla
produzione" spiega un comunicato diffuso dalla pagina web del ristorante "ogni stagione sarà diversa in
quanto a date di apertura, servizi, clienti, staff ecc, andando oltre quell'esercizio di
rinnovamento che El Bulli ha fatto durante anni, da quando ha deciso di aprire solo 6 mesi
all'anno, realizzare un solo servizio al giorno o cancellare il menù (El Bulli ore un
menù fisso), per fare qualche esempio".
Sarà, insomma, la fine di El Bulli come lo abbiamo conosciuto ed essendo già sold-out
per il 2010 e buona parte del 2011, sarà praticamente impossibile fargli un ultimo
saluto.
Più che un ristorante, quello di El Bulli è una boutique del lusso: il cibo solo un pretesto.
In un localino senza pretese di Roses, vista golfo, gustai una paella strepitosa ad un prezzo ragionevolissimo...
Buona giornata, ciao.
Pim
Scritto da: Pim | 27 gennaio 2010 a 10:17
saluto con gioia la temporanea chiusura dell'agenzia pubblicitaria Ferran Adrià
Scritto da: robe | 27 gennaio 2010 a 11:23
io non sono mai andata a El Bulli, non credo che ci mangerei mai perché ho un'idea più tradizionale della cucina, ma trovo affascinante tutto il percorso di Adrià, per cui sono curiosa di vedere come continuerà
Scritto da: rottasudovest | 27 gennaio 2010 a 18:03
I posti migliori dove ho mangiato in vita mia sono una locanda di pescatori lungo la strada tra Lisbona ed Oporto con 7 coperti in tutto, un ristorante libanese a Roma con una quindicina di posti in tutto ed uno sconosciutissimo ristorantino iugoslavo al centro della Foresta nera con metri di fila per entrare.
Chiude El Bulli, riapre El Bulli? Non sentirò assolutamente la mancanza.
Ciao
Scritto da: demata | 27 gennaio 2010 a 20:06
La locanda di pescatori tra Lisbona e Oporto si vede ispiratrice :)
Scritto da: rottasudovest | 27 gennaio 2010 a 21:21