El Bulli non è più il miglior ristorante del mondo.
Lo sappiamo da ieri, da quando la rivista Restaurant ha diffuso la sua
classifica dei 50 migliori posti del mondo in cui mangiare e alla testa c'è il
danese Noma di René Redzepi. Il ristorante di Ferran Adrià ha perso lo scettro
che aveva dal 2006 ed è sceso al secondo posto. Niente di grave per lo chef
catalano, che se lo aspettava e che in questi ultimi mesi ha annunciato la
chiusura del suo ristorante per due anni e la sua trasformazione in una sorta di
Fondazione per lo studio degli alimenti e la formazione di nuovi chef. El Bulli
così come lo conosciamo non permette economicamente il suo mantenimento:
"Se possiamo continuare la nostra attività è per tutto il giro di affari
che c'è intorno al ristorante, i libri, le linee per la cucina" ha
spiegato Adrià, raccontando le decine di migliaia di euro di perdite che causa
El Bulli tutti gli anni.
Insomma, nessuna sorpresa se El Bulli, in vista della chiusura, perde lo
scettro.
Solo che nessuno ha tenuto conto della stampa spagnola e delle sue eterne
idiosincrasie. Stavolta tocca a El Mundo. El Bulli non è più il numero
1? Chiaro, colpa di un complotto di italiani e francesi che, invidiosi della
Spagna, hanno deciso di farla fuori agendo con la classica tenaglia. Ebbene sì,
siamo tornati all'ennesimo complotto universale contro la piccola Spagna, il
cui talento e la cui grandiosità le galassie invidiose non vogliono
riconoscere. Succede nel calcio, dove ci sono arbitri che guardano sempre
dall'altra parte pur di far danno alle Furie rosse. Succede nella Formula 1,
dove FIA, FOCA e l'intero mundo mundial farebbero qualunque cosa pur di
non far vincere Fernando Alonso. Succede in politica: la Spagna non viene
ammessa nel G-20, dove si trovano accomodate le traballanti economie di
Argentina e Messico, è studiata con attenzione dai mercati come, affronto degli
affronti, la Grecia prossima ventura. Succede nel turismo, dove perde qualche
posizione perché in Gran Bretagna e Germania ci sono campagne apposite;
addirittura succede nell'UNESCO, dove le preferiscono l'Italia, che osa avere
più siti Patrimoni dell'Umanità della Spagna (e quando ho letto questa
lamentela, ho avuto francamente voglia di mandare a stendere a male parole
l'autore dell'articolo: come cavolo fa una persona che ha due dita di fronte e
un minimo di conoscenze storiche e culturali a pretendere che la Spagna abbia
un numero di siti Patrimonio dell'umanità maggiore dell'Italia?!).
Per farla breve, il nuovo complotto ai danni del talento spagnolo, El
Mundo lo racconta così:
"Cosa è successo? La soluzione all'enigma sembra essere in qualcosa che lo
stesso Adrià, e alcuni altri grandi della cucina spagnola, aveva già avvertito,
specialmente nei momenti in cui dalle tribune nazionali più reazionarie si
mettevano in discussione le avanguardie culinarie spagnole: "Mentre alcuni
colleghi ci criticano, all'estero, in Francia e in Italia, si stanno fregando
le mani". Be', amici, così sono le cose. Il rapporto non ufficiale, ma
intimo di questa edizione del premio World 50 Best Restaurants dice che
l'inaspettata scelta del Noma come miglior ristorante del mondo è stata come la
fumata bianca che portò all'elezione dello sfortunato Papa Luciani. In
quell'occasione le lotte intestine della Curia diedero come risultato un
Pontefice di consenso obbligato, per evitare mali maggiori… anche se dopo
"lo Spirito Santo si è occupato di sistemare la cosa" come commentò
allora un conosciuto cardinale. Qualcosa del genere è successo, sembra, nelle
votazioni per il miglior ristorante del mondo 2010. Secondo fonti che hanno
partecipato alle votazioni, i rappresentanti di Francia e Italia, approfittando del punto di
inflessione spagnolo per i cambi previsti in El Bulli, avrebbero disegnato una tenaglia
per soddisfare il desiderio a lungo covato di togliere il nostro Paese dal
primo posto. Il consenso obbligato, in questo caso impediva per ragioni ovvie
una vittoria francese o italiana, sarebbe stato il neutrale Noma. Come sapranno
i nostri lettori, la Francia e l'Italia (come la Spagna e altri Paesi)
dispongono di un gran numero di votanti, tra chefs e giornalisti, che,
congiurati attraverso due conosciute organizzazioni, avrebbero perversamente
inclinato l'elezione verso la Danimarca".
Da notare che tra i primi 10 ristoranti del mondo ben quattro sono spagnoli, uno
solo è italiano e nessuno è francese. Dire che sono allucinanti persino nelle
paranoie complottistiche è usare un eufemismo.
Come direbbe un caro amico ispanico degli USA, che Dio ci risparmi una Spagna
campione del mondo nel calcio perché non sopravvivrebbe nessuno. L'unica
preghiera che rivolgo a Sudafrica 2010.
Confesso che quando sono depresso vengo qui a leggere qualche post.
Non solo perche' mi piace la sua scrittura, ma, temo soprattutto, perche' al vedere che, nonostante tutto, qualcuno riesce a sentirsi un po' frustrato quando ci guarda, non so perche', ma mi si increspa il labbro e il ciglio in un sorrisetto maligno.
Grazie di esistere
>:}
Scritto da: paolo | 27 aprile 2010 a 23:07