Ingrid Betancourt esige dal Ministero della Difesa colombiano un
indennizzo di 5,2 milioni di euro per i danni morali e materiali causati a lei
e alla sua famiglia dal suo sequestro e dai sei anni trascorsi prigioniera
delle FARC.
L'ex candidata alla presidenza della Colombia, che ha lasciato il Paese e vive
in Francia sin dalla sua liberazione, avvenuta grazie alla spettacolare Operación
Jaque, messa in piedi dall'Esercito colombiano, ha presentato una richiesta
di conciliazione, prima di una vera e propria denuncia, perché, sostiene, nel
2002, nei giorni precedenti al suo viaggio nel sud della Colombia, durante il
quale fu sequestrata, il Ministero della Difesa le aveva assicurato che non
avrebbe corso alcun pericolo. Secondo la richiesta presentata, lo Stato non
avrebbe prestato a Betancourt la necessaria sicurezza durante il suo viaggio a
San Vicente del Caguán, dove è stata poi sequestrata, né avrebbe impedito che
lei e i suoi accompagnatori raggiungessero la località in aereo. Durante il suo
sequestro i media colombiani hanno sempre riportato che il viaggio di Ingrid al
sud era stato una temerarietà da parte sua e che lei aveva insistito per
realizzarlo, per dimostrare che nessun territorio colombiano poteva essere considerato
"proibito" per i suoi cittadini, nonostante i consiglia alla prudenza
delle autorità. Adesso pare sostenga che lo Stato avrebbe dovuto negarle la
libertà di movimento che ogni individuo deve veder garantita in un Paese
democratico: siamo sicuri che otto anni fa la candidata Betancourt non avrebbe fatto
un uso politico dell'eventuale divieto del viaggio? Nel caso non si raggiunga
un accordo tra lo Stato e i Betancourt, sarà un tribunale a stabilire l'eventuale
indennizzo da pagare alla famiglia.
In un comunicato il Ministero della Difesa conferma di aver ricevuto la richiesta
di conciliazione di Ingrid, di sua madre Yolanda Pulecio e dei suoi due figli; "Il
Ministero della Difesa si dichiara sorpreso e afflitto per la presentazione di
questa domanda, soprattutto per lo sforzo e l'impegno della Forza Pubblica
nella progettazione e l'esecuzione dell'Operación Jaque". Il Ministero
assicura inoltre di avere la convinzione che "non esista alcun elemento
obiettivo che permetta dedurre la responsabilità dello Stato in questi
fatti" e ricorda che "la dottoressa Ingrid Betancourt non si curò
delle insistenti raccomandazioni della Forza Pubblica e delle altre autorità a
rinunciare alla sua intenzione di andare a San Vicente del Caguán".
La domanda di conciliazione di Betancourt e famiglia è uno choc per le autorità
colombiane, secondo il quotidiano El Tiempo il presidente uscente Álvaro
Uribe está molesto e la richiesta non deve aver fatto molto piacere
neanche a Juan Manuel Santos, il presidente che giurerà tra poche settimane e
che è l'ex Ministro della Difesa di Uribe, in carica quando è stata realizzata
l'Operación Jaque. Per mitigare la sua richiesta, Betancourt sostiene
che la cifra che pretende le sia versata è l'indennità che non ha percepito
negli anni del sequestro. Dei governatori, degli ufficiali e dei soldati
sequestrati dalle FARC e liberati dall'esercito o dalla stessa guerriglia con
le sue liberazioni unilaterali, Ingrid Betancourt è l'unica ad aver sollecitato
un indennizzo allo Stato colombiano.
Commenti