E' stato oltre le 5 di mattina di sabato 5 marzo, dopo la proclamazione dei gruppi vincitori del 2011, che il Carnevale di Cadice ha lasciato il Gran Teatro Falla ed è tracimato nelle vie cittadine, per culminare nella Gran Cabalgata, dedicata quest'anno alle cittadine della Bahia e alla loro resistenza, alla vigilia del bicentenario della Costituzione, all'assedio delle truppe napoleoniche. Il tutto, mentre le notti gaditane, in questi ultimi giorni di Carnevale, sono state animate dalle agrupaciones e dalle comparsas, che si sono sfidate per oltre un mese nel Gran Teatro Falla a colpi di versi satirici e copla.
Del Concorso di Carnevale di quest'anno rimarranno nella memoria la mancata qualificazione di Julio Pardo alla finale, dopo ben 22 edizioni di presenza assidua in finale (ma suo è stato il pregón, il saluto, che ha dato il via ufficiale al Carnevale, nella plaza de San Antonio) e, soprattutto, Juana la Loca, il gruppo vincitore nella categoria delle comparsa. Con chiari riferimenti all'arcobaleno della cultura omosessuale nella loro estetica, gli artisti di Juana la Loca si sono ispirati al musical Cabaret e alle canzoni di Joaquin Sabina; soprattutto, hanno cantato, nella loro seconda canzone della finale (dal minuto 8'50" del video), l'amore di una coppia omosessuale, che partecipa con devozione alla Settimana Santa, veste la Vergine per il Giovedì Santo e poi, esclusa dalla processione, rimane in chiesa, sognando il matrimonio religioso, come la festa che è per tutte le coppie, e che è però loro proibita dal Vaticano; che belli quei versi, Lástima que vuestra iglesia no entienda el amor entre homosexuales, lástima que diga el Papa que esos maricones son gente inmorales. Y aunque les nieguen su sueño y aunque les insulten y les dejen de lado y aunque el Vaticano los desprecie y los siga humillando, para ponerle sus flores a la virgen volverán el Jueves Santo (peccato che la vostra Chiesa non capisca l'amore tra gli omosessuali, peccato che il Papa dica che questi froci sono gente immorale. E anche se gli negano il loro sogno e anche se li insultano e li appartano e anche se il Vaticano li disprezza e continua a ignorarli, per portare i loro fiori alla Vergine, torneranno il Giovedì Santo).
La passione con cui cantano i loro versi satirici contro la Ley Sinde e contro il sindaco di Cadice, l'orgoglio con cui rappresentano la cultura omosessuale, senza cedere un millimetro alla macchietta, e il dolore desgarrador, straziante, con cui cantano il sogno impossibile di una vita all'interno della Chiesa per le coppie omosessuali, hanno fatto di Juana la Loca la proposta più innovativa della finale del Carnevale di Cadice. Non è la prima volta che le tematiche omosessuali arrivano al Carnevale, era già successo quando José Luis Rodriguez Zapatero aveva permesso il sì, quiero (sì, lo voglio), con una rima che fu utilizzata nel 2005. Ma è la prima volta che un gruppo chiaramente ispirato alla cultura LGBT vince a Cadice e agli Olé! del pubblico, si aggiunge anche quello di Rotta a Sud Ovest.
Da youtube (e da Canal Sur), l'esibizione di Juana la Loca nella finale del Concorso del Carnevale 2011. Dura 25 minuti ed è un modo per vedere da vicino cosa succede nel Gran Teatro Falla ai tempi del Carnevale e come una proposta innovativa e audace viene accettata dal pubblico.
PS Grazie, Paolo!


se posso permettere una correzione, non parlerei di transessualismo (!). è solo una forma barocca, un po' desueta, di "mariconeo" (sottolineatura marcata dell'essere gay), peraltro coerente con l'esigenza di dover mettere in scena una differenza non visibile ...i gay non sono come i negri per fortuna/sfortuna, e subiscono un destino discriminatorio a volte peggiore, subdolamente occultato dalla vita quotidiana; e a volte reagiscono aumentando il "drama"
quel che mi piace della carnevalata (in senso letterale e metaforico) è che la vittoria è un punto a favore della "normalizzazione" dell'omosessualità, come forma di amore, una tra le altre.
non siamo straordinari per il solo fatto di desiderare una persona del nostro sesso, siamo solo differenti. forse straordinari lo diventiamo a seguito del dolore e della reazione che questo suscita, ma auspico una vita meno eroica, per i danni che questa presunta "differenza" può fare nell'adolescenza.
con questa vittoria la Spagna di JLR Zapatero si conferma all'avanguardia mondiale (e spesso non si autopercepisce) nella ricerca di un nuovo equilibrio del vivere, è il regalo migliore che il socialismo poteva fare a questo paese. socialismo, che bella parola.
Scritto da: Paolo, por supuesto | 09/03/2011 a 11:47
Scussi ma il mio italiano è povero, povero...
Escribo mejor en español :)
Yo también pienso que no hacían de transexuales, simplemente es un tipo de homosexualidad que siente curiosidad por la barra de labios. También hay drags heteros. Una razón más de que no somos tan diferentes, quizás solo vivimos otros sentimientos, o somos radios que transmiten en FM y no en onda media.
Scritto da: Yago | 09/03/2011 a 13:52
Che bravi,che artisti!!Ma non ho mai capito se i partecipanti a queste chirigotas sono professionisti dello spettacolo o lo fanno x diletto xchè sono tutti bravissimi!
Scritto da: Carla | 09/03/2011 a 17:19
ok, chicos, ci mancherebbe non poteste correggere. La telecronaca di Canal Sur parlava di transessuali e omosessuali e su di questo mi sono basata, ma correggo i riferimenti! credo che il messaggio principale sia comunque passato: quali che siano le tue inclinazioni, il diritto al rispetto dell'amore che senti per il tuo partner è sacrosanto. E che un msg del genere passi anche a Carnevale, senza alcun rischio di trasformarlo in una carnevalata, a me sembra geniale, per questo mi sono piaciuti gli Olè!! del pubblico.
Yago, que bonito lo de radios que trasnmiten en FM! :)
Carla, ni idea. Cioè, non so se sono professionisti o se si esibiscono solo per il Carnevale, so che ci sono gruppi "storici", dato che si presentano al Gran Teatro Falla tutti gli anni, però se cantano anche il resto dell'anno... ni idea, non lo so
Scritto da: rottasudovest | 09/03/2011 a 17:28