Con il cinema succede una cosa strana nei rapporti tra Italia e Spagna. Loro hanno Almodóvar, Antonio Banderas, Penélope Cruz e Javier Bardem, che sono piuttosto popolari nel Belpaese. Noi abbiamo Sofia Loren, Gina Lollobrigida, Marcello Mastroianni, che sono considerati icone di stile e di cinema e sono piuttosto popolari in Spagna. Loro il presente, noi il passato. Con l'eccezione di Monica Bellucci, che è considerata l'erede delle maggiorate ed è molto amata. Ma è poi difficile che uno spagnolo sappia farti nomi di attori e registi italiani contemporanei. Anche perché cinema italiano in Spagna ne esce poco (in genere ben pubblicizzato sui media locali, bisogna riconoscerlo), come, del resto, esce poco cinema spagnolo in Italia.
Per questo, è interessante questo articolo uscito in un blog di revistagq.com, sito ufficiale dell'edizione spagnola di GQ, che celebra l'uscita contemporanea nelle sale spagnole di ben due film italiani, Le quattro volte di Michelangelo Frammartino e Manuale d'amore 3 di Gianni Veronesi. E' un articolo che gioca a essere ironico, che fa qualche battuta non necessaria e che stila la classifica di 14 film italiani dell'ultimo decennio da vedere. Essendo probabilmente l'unica persona di sinistra che letteralmente non sopporta Nanni Moretti come attore e come regista, non la condivido completamente, ma l'obiettivo è far conoscere un punto di vista spagnolo sul cinema italiano, non condividere il suo pensiero.
In spagnolo l'articolo completo è qui.
Questa settimana, con Conan e Super 8, sono arrivati sugli schermi Le quattro volte di Michelangelo Frammartino e Manuale d'amore 3, nuova puntata della serie di successo (in Italia) di Giovanni VEronesi, nella cui storia iniziale appaiono Robert De Niro e Monica Bellucci, che Dio la tenga nel suo seno e magari lei mi tenesse tra i suoi.
E questo è il fenomeno che mi ha tanto choccato, perché in Spagna escono pochissimi film italiani all'anno (si potrebbero contare con le dita della mano, persino la bambina di Pa negre potrebbe contarli con le sue dita della mano) e il fatto che in una settimana ne escano due, be', mi sembra straordinario. "Che stupidaggini di cose ti sembrano straordinarie, la tua vita dev'essere noiosa" vi direte. Ok, e allora? Io sono un tipo che celebra le piccole cose, cosa credete, che organizzi una Giornata Mondiale della Gioventù ogni volta che voglio celebrare un po' la vita.
Comunque non parlerò di questi due film italiani, perché ne ho visto solo la metà, anche se conto su un'opinione molto affidabile per l'altra metà. E possiamo dire senza alcun timore che non sono i due migliori film della storia. Uno è troppo strano, forse pretenzioso. L'altro è uno stereotipo, prevedibile e prescindibile.
Si dice e si commenta che il cinema italiano è in caduta libera. Che non si è ripetuto il cinema che si faceva nel neorealismo. Che non ci sono successori per Bertolucci, Antonioni, Visconti, Pasolini, Fellini, Rossellini, Tortellini (vabbe'...). Che non rivedremo film come Roma città aperta, Amarcord, 8 e mezzo, Ladri di biciclette, La dolce vita o anche Nuovo Cinema Paradiso. Ma neanche bisogna esagerare. Non ci sarà neanche un'altra Nouvelle Vague, né ci saranno altri Berlanga, Buñuel, Bardem, forse non nascerà più un attore come Liberto Rabal.
Ma se ti concentri e cerchi, trovi veri gioielli, alcuni dei quali di molti carati, nel nuovo cinema italiano, sebbene è vero che non brilli un talento, che non c'è una generazione di registi o che non hanno un Almodóvar o un Amenábar (però hanno un meraviglioso Nanni Moretti). Vi raccomando, con un ripugnante sorriso condiscendente sulle labbra, 14 film italiani degli ultimi 10 anni. Sicuramente ne avrete visto qualcuna. E altrimenti, tutte potete trovarle su DVD. Valgono la pena. Le avrei messe in ordine alfabetico, ma mi incasino su quali lettere vanno prima, se la M o la U. Qui ve le metto in ordine cronologico
1 La habitación del hijo (La stanza del figlio) (Nanni Moretti, 2001). Nanni Moretti è sinonimo di qualità, se andassimo dal 200 indietro, entrerebbero nell'elenco ulteriori film suoi. Forse il meglio della sua filmografia è questo lancinante canto al dolore per la perdita di un figlio
2 La mejor juventud (La meglio gioventù) (Marco Tullio Giordana, 2003). Una delle grandi godurie che ci ha lasciato il cinema, italiano e non, negli ultimi anni. Pensata come una miniserie in 4 parti, La mejor juventud è uscita in due parti di 3 ore, è stata un successo nei cinema d'essai (a Madrid è rimasta nelle sale per un anno) e ha funzionato meravigliosamente in DVD... Davvero, se non l'avete vista, fatelo. Ah, racconta la storia recente dell'Italia, circa 40 anni, attraverso la vita di due fratelli. Una delizia
3 Buenos días, noche (Buongiorno, notte) (Marco Bellocchio, 2003). Un altro grande, Bellocchio. Capace di mescolare una storia d'amore con il tremendo assassinio, nel 1978, del Primo Ministro italiano Aldo Moro (non era premier, ma è un dettaglio, nel discorso) da parte delle Brigate Rosse. E far sì che la cosa funzioni
4 No te muevas (Non ti muovere) (Sergio Castellitto, 2004). Senza essere un gran film, una cosa più convenzionale di quelle citate finora, è decisamente passabile e in più è molto importante per Penélope Cruz, perché grazie al suo ruolo ha iniziato a essere presa un po' più sul serio, ha vinto ai David di Donatello ai Premi del Cinema Europeo e si è tolta l'immagine di attrice per ruoli stupidini che stava avendo a Hollywood. Il resto si sa già. Il film merita un'opportunità.
5. Las llaves de casa (Le chiavi di casa) (Gianni Amelio, 2004) Un altro grande, Amelio, e si fa più grande con questa storia sull'handicap, il superamento e i reincontri emozionali, e con una Charlotte Rampling che sempre fa piacere. Che paragrafo tonto, non sembra neanche mio
6 Después de medianoche (Dopo mezzanotte) (Davide Ferrario, 2004). Più conosciuta come Dopo Mezzanotte. Una meraviglia, un canto d'amore al cinema, così grande, attraverso un giovane che cerca di conquistare una ragazza attraverso l'unica cosa che conosce, il cinema. Ogni volta che penso a questo film mi ricordo (ancora una volta) della persona che meglio sapeva trasmettere il suo amore per il cinema che ho conosciuto, monsieur Tony Partearroyo, un abbraccio, maestro.
7 Manuale d’amore (Giovanni Veronesi, 2005). Anche se la serie è degenerata, la prima parte sembrava una boccata d'aria fresca nel mondo lezioso della commedia romantica. Quattro storie d'amore con molto umore. La seconda parte, in cui appariva Elsa Pataky, mi ha permesso di intervistare la dea Monica Bellucci, con un'intervista disfunzionale fattale integralmente in italiano. Solo che io non parlo italiano. La terza parte è quella che è uscita questa settimana.
8 El caimán (Il caimano) (Nanni Moretti, 2006). Di nuovo il maestro Moretti, che questa volta mette un film nel suo stesso film. Il film dentro il film è una critica cruda e mordace al premier Silvio Berlusconi, cosa che trasforma il film fuori in una critica. Grandissimo.
9 No mires atrás (La ragazza del lago) (Andrea Molailoi, 2007). Interessante perché è un genere poco usato in Italia, un thriller con poliziotti, assassinii e problemi familiari. Interessante.
10 Caos calmo (Antonio Luigi Grimaldi, 2008). Un'altra goduria che non è di Nanni Moretti, ma lo sembra, forse perché il protagonista è Nanni Moretti, che, dopo aver perso la moglie, decide di dedicare la vita alla figlia, ma senza abbandonare del tutto il suo lavoro, cosa che crea situazioni tenere, come vederlo seguire i suoi affari seduto in una panchina del parco, da cui vede la scuola di sua figlia
11 Il divo (Paolo Sorrentino, 2008). Da un punto di vista molto più politicamente corretto (e mai meglio detto) di Moretti, Sorrentino fa un gran ritratto dell'ex premier Giulio Andreotti. Anche gli italiani sanno fare biopics
12 Vacaciones de Ferragosto (Pranzo di Ferragosto) (Gianni Di Gregorio, 2008 ). Altro film imprescindibile, assolutamente imprescindibile. Il suo regista e protagonista, un signore maturo e con meno forza di volontà dello stilista di King Africa, vede come la sua unica abilità, la cura della sua madre anziana, diventa casualmente l'unico lavoro remunerato della sua vita. Insisto: imprescindibile
13 Gomorra (Matteo Garrone, 2008). Anche se secondo la mia umile opinione di erudito è stato un po' sopravvalutato, il ritratto che fa della mafia, basato sul libro del minacciato Roberto Saviano, è coraggioso, preciso e molto interessante
14 Bienvenidos al Sur (Benvenuti al Sud) (Luca Miniero, 2010). Il problema di Bienvenidos al Sur è che è un remake all'italiana della stupenda e francese Benvenuti al nord, ma è un buon remake, che adatta gli stereotipi francesi alla cultura siciliana e napoletana. Vince alla grande se non si è visto l'originale.
E, insisto: tutto questo raccolto in soli 10 anni, dal 2000 al 2010.
Be', non vanno così male le cose... se si cerca.
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