Le convulsioni della società basca (e spagnola) davanti all'indebolimento dell'ETA e alle prospettive della fine del conflitto armato continuano. Alcuni giorni fa l'Audiencia Nacional ha condannato a 10 anni di carcere Arnaldo Otegi, ex portavoce di Batasuna, il braccio politico dell'ETA poi illegalizzato dalla Ley de Partidos, e Rafa Díez Usabiaga, ex segretario generale del sindacato LAB, per aver agito come dirigenti dell'ETA al cercare di ricostruire la formazione illegale con il progetto Bateragune. Da sottolineare che Otegi è il leader della izquierda abertzale che più si è sforzato e impegnato per l'abbandono della lotta armata in favore della via pacifica. Sue le prime riflessioni e i primi inviti a quel dibattito, che ha permesso la scommessa sulla via pacifica, che oggi guida l'azione della sinistra indipendentista basca.
La sentenza contro Otegi, con l'ETA indebolita sia culturalmente, dalla società basca, che militarmente, dalle polizie spagnola e francese, è arrivata in Euskadi come una doccia gelata sulle speranze di pace. Di fatto anche a Madrid qualche osservatore è arrivato a considerare la sentenza come un tentativo di frenare il processo di dialogo nei Paesi Baschi.
Bildu e le organizzazioni affini alla sinistra indipendentista hanno organizzato un corteo di protesta per oggi pomeriggio a Bilbao, per manifestare il rifiuto della sentenza della società basca. Hanno partecipato in oltre 20mila, secondo i media locali. Alla testa del corteo uno striscione che recitava Epaiketarik ez, zigorrik ez. Aterabide demokratikoak orain (Non più processi, non più condanne, soluzioni democratiche adesso). Alla fine della manifestazione, che si è svolta pacificamente, preceduta da tre auto della Polizia locale, è stata letta una lettera di Arnaldo Otegi, sia in euskera che in castigliano. Una lettera di delusione, ma anche di denuncia del tentativo, da parte dello Stato, di "recuperare scenari di confronto armato che tornino a dargli scuse che nascondono la sua assoluta debolezza politica", e di avvertimenti, perché "esistono potenti forze nell'ambito dello Stato, che hanno un'agenda", il cui "unico obiettivo è impedire la pace". Secondo il leader indipendentista, la sentenza che lo condanna appartiene a una strategia che vuole "impedire che nelle prossime settimane e mesi diamo passi, che, conformi alla nuova strategia adottata, rafforzino il nuovo scenario in Euskal Herria". Ma, quella di queste "potenti forze" è una strategia che non impedirà che la izquierda abertzale continui a dare "nuovi passi di carattere definitivo e irreversibile". "Perché sì" scrive ancora Otegi "signori López, Ares, Rubalcaba, la Pace non viene né verrà a Euskal Herria attraverso la mano dell'inesistente Stato di Diritto spagnolo, ma dalla mano di chi rivendica il Diritto a essere Stato del popolo basco".
Sia Otegi che Díez Usabiaga, entrambi già in carcere, hanno chiesto alla izquierda abertzale di non abbandonare il cammino intrapreso e la scelta pacifica.
Da elcorreo.com, le immagini dell'impressionante manifestazione di oggi pomeriggio, a Bilbao; un'altra galleria fotografica, più breve, su elmundo.es




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