Arrivati i risultati elettorali, nelle reti sociali spagnole sono stati diffusi immediatamente i risultati "reali". Quelli che sarebbero stati se la Spagna avesse una legge elettorale più giusta e fosse una circoscrizione unica. Attualmente la legge considera ogni provincia una circoscrizione e distribuisce i seggi secondo i risultati raccolti provincia per provincia; così i partiti nazionalisti, per fare un esempio, votati come prime forze politiche in certe province, si trovano ad avere un numero di deputati maggiore di quello dei partiti più piccoli, che però si presentano su tutto il territorio.
Un esempio concreto ci arriva da UPyD, la formazione centrista di Rosa Diez, che ieri ha denunciato ancora una volta le ingiustizie della legge elettorale: ogni seggio è costato al partito 228.048 voti e a IU, la seconda forza più danneggiata, è costato 152.800 voti,; e, al contrario, AMAIUR, la formazione basca della izquierda abertzale, ha ottenuto i suoi 7 seggi con 47.661 voti per ognuno; per non parlare di PP e PSOE, a cui ogni seggio costa rispettivamente 58.229 e 63.398 voti. Diez ha anche denunciato come UPyD abbia 5 seggi e CiU, i nazionalisti conservatori catalani, abbiano ben 16 seggi, pur avendo ottenuto 126mila voti in meno (UPyD non potrebbe neanche formare gruppo parlamentare, dato che non ha raggiunto il 5% dei voti e si è fermato a 4,95%, ma è probabile che all'insediamento delal nuova Camera il PP lo permetta).
Se i seggi fossero distribuiti in base ai voti raccolti a livello nazionale, il PP non avrebbe la maggioranza assoluta e conquisterebbe 160 seggi, 26 meno di quelli adesso assegnati, il PSOE si fermerebbe a 103, ancora più giù del minimo storico di 110 deputati, UPyD avrebbe 17 seggi invece di 5 e IU arriverebbe a ben 25, invece di 11 (il segretario della formazione Cayo Lara parla apertamente di "furto di 14 deputati" grazie alla legge elettorale).
Con un'altra legge elettorale la società spagnola sarebbe rappresentata alla Camera in modo più proporzionale e corretto, i nazionalisti non avrebbero il potere di veto che hanno avuto durante la democrazia, grazie alla possibilità di ricattare uno dei partiti maggiori al Governo e privo di maggioranza assoluta, e la Spagna sarebbe governata più facilmente da coalizioni, senza dover sperare nella maggioranza assoluta di uno dei due partiti maggiori per evitare il ricatto nazionalista.
Una nuova legge elettorale è una delle richieste più pressanti degli indignados, sin dalla loro apparizione sulla scena pubblica, a maggio. Ma finora non sono riusciti a spingere i partiti a cambiarla: né al PSOE né al PP conviene, essendo entrambi avvantaggiati dall'attuale sistema elettorale.
Però la indignación, dopo mesi di proteste indignadas e la maggioranza assoluta schiacciante ottenuta dal PP, con solo il 44% dei voti del 70% dei votanti (il 30% rimasto a casa non ha alcun diritto di lamentarsi, tutto sia detto), ha fatto sì che le denunce di Rosa Diez e Cayo Lara non siano cadute nel vuoto del disinteresse generale. Anzi. Quando i due dirigenti politici hanno mostrato i risultati e il Parlamento che la Spagna ha perduto, in Rete varie pagine web mostravano già la composizione della Camera con un'altra legge elettorale.
Così dalla Rete è partita un'iniziativa che chissà come andrà. Sulla piattaforma actuable.es è stata lanciata una petizione rivolta a Mariano Rajoy, per "riformare la legge elettorale affinché si rispettino i diritti fondamentali dei cittadini" e per "promuovere la creazione della circoscrizione elettorale unica", affinché "il mio voto di cittadino valga quanto quello di qualunque altro cittadino spagnolo". La petizone spiega che "non può essere che un partito con 33.628 voti ottenga 2 seggi in più di uno scelto da 1.142.242 elettori".
Per essere presentata al Presidente del Governo eletto, che spera di insediarsi prima di Natale (e da PP e PSOE fanno sapere di voler accelerare e facilitare tutti i processi burocratici necessari, nel rispetto della Costituzione), la petizione deve raccogliere 3 milioni di firme nei prossimi 3 mesi. Da ieri pomeriggio fino al momento di questo posto ne ha raccolte oltrre 29.500. Suerte.
che Rosa Diez auspichi una legge proporzionale lo posso capire, _lei_ ci guadagnerebbe molto, e lo stesso vale per IU. Che lo auspichi un movimento "di base" e non legato a partiti come gli indignados imho significa che o sono politicamente miopi o più legati a partiti di quanto non vogliono far credere: se "italianizzare" parlamento e governo spagnoli servisse a fare le riforme che gli indignados chiedono, perché in Italia non le abbiamo già?!?
Scritto da: Stefano | 22 novembre 2011 a 20:32