Era il discorso più atteso dell'anno e re Juan Carlos non ha deluso le attese, parlando di tutti i temi di cui gli spagnoli volevano sentirlo parlare. Compreso Iñaki Urdangarín, al quale ha chiarito, senza nominarlo, che la giustizia è uguale per tutti. E' stato un discorso preoccupato, per la crisi economica, le difficoltà delle famiglie spagnole, la necessità di esemplarità nelle istituzioni e con un ottimismo di fondo finale: la Spagna è un gran Paese che, attraverso l'unità dei suoi cittadini, potrà ritrovarsi. E può contare sulla passione del suo re e sulla competenza del suo successore; Juan Carlos ha voluto dedicare le ultime parole al figlio Felipe, al suo impegno e alla sua preparazione, quasi a rimarcare le differenze e la distanza, ancora una volta, da Iñaki e quasi a suggerire, sostengono alcuni osservatori, un passaggio di potere non troppo lontano.
Qui di seguito, in italiano, alcune parti del discorso di re Juan Carlos; in spagnolo, e integrale, in formato .pdf, potete leggerlo qui
Buonanotte. Alla Vigilia di Natale, come ogni anno, mi dirigo a tutti voi per mandarvi i miei migliori auguri di pace e felicità.
Alla fine di quest'anno difficile e complicato per tutti, voglio parlarvi con sincerità e realismo, senza sfuggire ai problemi che ci toccano come società. Voglio farlo con la fiducia e l'ottimismo che mi ispirano le virtù del popolo spagnolo, che amo con tutto il mio cuore e che durante questi 36 anni di regno ho imparato a conoscere a fondo e ad ammirare con orgoglio.
Da vari anni siamo immersi in una severa crisi economica e finanziaria le cui cause complesse non sono sempre facili da capire, ma i cui effetti negativi sono evidenti a tutti. Per molti, tristemente troppo evidenti per la loro durezza. E' una crisi chiamata sicuramente a cambiare abitudini e comportamenti economici e sociali.
Se la Spagna ha raggiunto negli ultimi decenni le più alte quote di progresso e benessere della sua storia, adesso dobbiamo saper riconoscere con umiltà quali sono stati i comportamenti nei quali, come individui e gruppi, ci siamo potuti sbagliare.
Solo a partire da questo riconoscimento, e con i migliori valori della nostra società in mente, potremo iniziare a superare questa crisi.
Per questo sarà necessaria una proposta globale, un impegno comune le cui linee maestre e misure concrete corrisponde disegnare, sviluppare e applicare ai responsabili politici e agli agenti economici e sociali.
In questo ambito a me corrisponde, come Capo dello Stato, animare a lavorare aggiungendo volontà, e non sottraendole, avvicinando posizioni, e non allontanandole, cercando accordi, e non rifiutandoli. Animare tutti a lavorare con il dialogo e la visione ampia, con rigore e convinzione.
So, sappiamo tutti, che il cammino per il recupero non sarà breve né facile, che esigerà sacrifici.
Per questo risulta importante che la società nel suo insieme accetti la trascendenza del momento e sappia rispondere alle sfide di una situazione così difficile come quella che viviamo, con il necessario realismo, ma anche con molta generosità, con molta solidarietà verso chi, per le sue circostanze economiche o familiari, è più vulnerabile. Viviamo una crisi di natura globale, che ha messo in evidenza la difficoltà che ogni Paese possa affrontarla isolatamente. Le soluzioni esigono misure effettive in modo coordinato.
In questo impegno si trova l'Unione Europea e in questo l'Europa troverà la Spagna all'avanguardia, come attore che desidera continuare a giocare un ruolo rilevante. (...)
La crisi è internazionale, ma ha anche profili nazionali propri. Il più doloroso di tutti è, ovviamente, l'elevato tasso di disoccupazione che soffriamo, moralmente inaccettabile per un Paese vertebrato, moderno e solidale come il nostro. E' vero che, in una congiuntura come quella che viviamo, i temi che richiedono una soluzione primaria si accavallano alla nostra porta, ma se dovessimo sottolineare la massima priorità, credo che nessuno di noi dubiterebbe nel segnalare la lotta contro la disoccupazione come obiettivo ultimo e certo. Cittadini, istituzioni e amministrazioni pubbliche dobbiamo dedicare i nostri migliori sforzi ed energie in sostegno dei disoccupati e delle loro famiglie. Con una cifra di disoccupati inaccettabile, e lo è ancora di più trai giovani che cercano il primo lavoro, voglio rendere un profondo omaggio di gratitudine e ammirazione alle famiglie, la cui generosità è chiave, affinché il nostro Paese mantenga gli attuali livelli di stabilità sociale. Tutte le misure che si adottano devono avere come obiettivo finale il recupero dell'impiego, perché questo è il principale strumento che può dare a ogni individuo un orizzonte di dignità e stabilità. (...)
Insieme alla crisi economica mi preoccupa enormemente la sfiducia che sembra si stia estendendo in alcuni settori dell'opinione pubblica circa la credibilità e il prestigio di alcune nostre istituzioni. Abbiamo bisogno di rigore, serietà ed esemplarità in tutti i sensi. Tutti, soprattutto le persone con responsabilità pubblica, abbiamo il dovere di osservare un comportamento adeguato, un comportamento esemplare.
Quando si producono comportamenti irregolari, che non si adattano alla legalità o all'etica, è naturale che la società reagisca. Fortunatamente viviamo in uno Stato di Diritto e qualunque comportamento censurabile dovrà essere giudicato e sanzionato secondo la legge. La giustizia è uguale per tutti.
Non dobbiamo, però, generalizzare i comportamenti individuali, commetteremmo una grande ingiustizia verso l'immensa maggioranza dei servitori pubblici e anche di imprenditori e lavoratori del settore privato, che realizzano il loro lavoro in modo esemplare e onesto. Se così non fosse si potrebbe causare un grave danno alle istituzioni e organizzazioni necessarie per lo scheletro della nostra società.
L'unità delle forze democratiche e la fermezza degli spagnoli in difesa dello Stato di Diritto davanti al terrorismo hanno dimostrato che i progetti totalitari non hanno spazio nella Spagna democratica.
Davanti all'intollerabile pretesa dei terroristi di cercare di ottenere obiettivi politici con l'uso della violenza, la minaccia, l'intimidazione o l'estorsione, la società basca e l'insieme della società spagnola hanno difeso la loro libertà e le loro istituzioni dalla legalità, con il sacrificio e l'efficacia delle Forze di Sicurezza, la permanente e decisa azione della giustizia e la generosa cooperazione internazionale.
Adesso è tempo che i terroristi consegnino le loro armi assassine e spariscano per sempre dalle nostre vite.
Questa notte è un momento speciale per dedicare un ricordo emozionato a chi ha più sofferto questa tremenda ingiustizia, le vittime del terrorismo (....)
In questa notte voglio ringraziare in particolare i tanti spagnoli che negli ultimi mesi si sono preoccupati per la mia salute, felicemente recuperata.
In questo periodo ho potuto apprezzare ancora di più, se possibile, il rigore e i risultati con cui mio figlio, il Principe delle Asturie, mi accompagna, come Erede della Corona, nel servizio agli spagnoli e alla Spagna, alla sua democrazia, al suo Stato di Diritto, alle sue libertà, alla sua unità e diversità, e alla difesa dei suoi interessi in tutto il mondo.
Vi ripeto i miei migliori auguri per questo NAtale e per l'anno che inizierà presto. Stiamo uniti. La Spagna lo merita e ne ha bisogno. Buonanotte.
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