Sarà la promozione dei libri di famiglia, la nuova attività di Shakira? Dopo aver assistito al lancio di Dues vides, il primo romanzo scritto da Joan Piqué, padre del fidanzato Gerard, la cantante colombiana è volata a Bogotà per promuovere Al viento y al azar, il libro di suo padre, William Mebarak, presentato ieri all'Hotel Hilton. Emozionata e orgogliosa, sempre al fianco del padre, a cui ha dedicato sguardi, carezze e baci, Shakira ha dato grande visibilità al libro paterno, dato che ne parlano non solo i media colombiani ma tutti quelli di lingua spagnola (e adesso pure Rotta a Sud Ovest, in italiano!).
E' un libro di 192 pagine, raccontano i quotidiani locali, in cui l'autore ha raccolto pensieri, frasi, qualche storia e alcune poesie. Shakira ha firmato il prologo, in cui la si nota entusiasta della scrittura pulita del padre. Nell'incontro con la stampa la cantante ha affermato che uno dei suoi ricordi più importanti del padre è alla macchina da scrivere, mentre scrive i suoi articoli. "Lui mi ha sempre permesso di leggere e di correggere i suoi lavori, invece io non gli ho mai permesso di intervenire nelle mie composizioni. Sono più solitaria di lui nel processo creativo" ha confessato.
Intervistato dal giornalista Mauricio Vargas Linares, William Mebarak, che, per una volta "non è il padre di Shakira, ma è Shakira che è la figlia di Billy", ha ricordato la sua vita avventurosa; l'arrivo in Colombia dei suoi antenati, i Mebarak e Chadid, provenienti dal Medio Oriente alla fine del XIX secolo; la gioventù folle, gli anni da interno nel Colegio Biffi di Barranquilla, i mille mestieri, la passione per le lettere, con le prime poesie e gli autori che più lo hanno influenzato, tra cui Dostoievski, Tolstoi, Herman Hesse y Thomas Mann.
Con tanti scrittori in famiglia, ovvio che anche Shakira pensi di dedicarsi prima o poi alla letteratura. "Se mio padre ha deciso di scrivere un libro a 80 anni" ha commentato "a me rimangono alcuni anni per mettere le mie idee su carta". Preparatevi.
Shakira e William Mebarak, ieri a Bogotà, dal web ispanico




Commenti