E' stata l'ultima notizia letta ieri sera, prima di spegnere il computer e andare a dormire e non posso non segnalarla su Rotta a Sud Ovest. Credevo di aver visto tutto nel calcio spagnolo il giorno in cui l'Alcorcón ha battuto il Real Madrid 4 a 0 nel suo piccolo stadio alle porte della capitale e poi lo ha eliminato dalla Copa del Rey al Santiago Bernabéu. Avevamo gridato tutti al miracolo già allora: la squadra di Segunda B, la serie C spagnola, che elimina la squadra più amata e più vincente dall'unico torneo in cui si incontrano grandi e piccoli. L'impensabile che succede, perché possiamo raccontarlo ai nipotini.
Ma non avevo visto ancora tutto. Ieri sera il Mirandés, squadra di Miranda de Ebro, in provincia di Burgos, ha battuto per 2 a 1 l'Espanyol nella partita di ritorno dei quarti di finale della Copa del Rey, eliminandolo dal torneo. Così una squadra di Segunda B è tra le prime quattro di Spagna. In uno degli altri quarti, giusto per capirci, si sta aspettando la partita di ritorno tra Real Madrid e Barcelona. E quello de Mirandés non è stato un exploit casuale, nel senso che non è arrivato alle semifinali perché qualcuno gli ha spianato la strada, come quando a tennis qualcuno batte Rafa Nadal e apre una voragine in quel settore del tabellone, facilitando il successo di qualche outsider. No, il Mirandés la semifinale se l'è meritata tutta: ha battuto, uno dietro l'altro, Villareal e Racing di Santander, due squadre di forti tradizioni calcistiche.
E anche in questa partita contro l'Espanyol, la squadra castigliana pare essersi meritata il trionfo, con un gioco allegro e propositivo e, soprattutto, senza arrendersi mai: il gol della vittoria è arrivato al 92°.
Il primo a segnare è stato l'Espanyol, al 46°; la risposta del Mirandés è arrivata a mezz'ora dalla fine, con il gol di Pablo Infante, il giocatore rivelazione della Copa del Rey (7 gol realizzati nel torneo, più di Messi e Cristiano messi insieme, notano i quotidiani), non per niente il più marcato dai pericos. Il pareggio ha ridato animo ai ragazzi del Mirandés, che hanno iniziato a credere all'impresa e che non hanno mai mollato, con un calcio dinamico ed effervescente. Mano a mano, ha scritto elmundo.es, hanno "fatto rimpicciolire l'Espanyol". E al 92° il gol di César Caneda e l'Estadio de Anduva è andato in estasi, mentre l'altra metà di Barcellona chissà come racconterà ai nipotini quella volta che l'Espanyol perse l'ingresso alla semifinale per colpa di una piccola squadra di provincia, da cercare sugli atlanti.
Adesso il Mirandés aspetta di conoscere il nome della squadra da battere per conquistare la finale: sarà l'Athletic di Bilbao o il Mallorca. E chiunque sia, que viva el fútbol, che non manca mai di sorprenderci e di dimostrarci che no, non abbiamo ancora visto tutto.
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