Iñaki Urdangarin è arrivato in Spagna due giorni fa, per prepararsi all'interrogatorio del 25 febbraio a Palma di Maiorca, che lo vedrà imputato per malversazione di fondi pubblici ed evasione fiscale. Ieri è arrivata a Madrid l'Infanta Cristina, decisa ad appoggiare il marito in questo momento difficile e imbarazzante per l'intera Famiglia Reale spagnola. Lei dormirà alla Zarzuela, lui, secondo i media, non è stato ricevuto da Juan Carlos e soggiorna a casa di alcuni amici fidatissimi. La spaccatura della Famiglia Reale si fa così ancora più evidente: Cristina cerca appoggi per il marito, il padre (ma non la madre) glieli nega. Il gossip insistente e opprimente di queste ore vuole che il matrimonio dei Duchi di Palma sia sull'orlo del baratro, con Cristina imbarazzatissima per la situazione in cui il marito ha messo la monarchia e decisa a liberarsi di lui. Ma, il suo arrivo a Madrid, per stare accanto a Iñaki sembra smentire quest'ipotesi.
Il fatto è, comunque, che i duchi Cristina e Iñaki stanno sopportando un acoso mediático, un assedio/persecuzione, che non si era mai visto. El Mundo non fa altro che rivelare nuovi maneggi del Duca e la sua totale mancanza di scrupoli, quando ha continuato con le sue attività nonostante i moniti del re, disobbedendo, di fatto, al suocero/sovrano. Telecinco, che adora sguazzare nel torbido, ha un programma del late night, Materia reservada, che da un paio di settimane è monopolizzato praticamente da Urdangarin (non so a che ora finisca, so che da mezzanotte all'una e mezza si parla solo della sostanziale inadeguatezza del Duca di Palma). La scorsa settimana una giornalista è volata a Washington per consegnare una lettera al Duca; ha cercato di avvicinarlo quando era da solo, senza moglie e figli, in modo da non creare imbarazzi, e Iñaki, per tutta risposta è scappato via, allontanandosi di corsa, con il bel passo dell'atleta che è stato. Quante volte Telecinco avrà fatto vedere quella fuga? Non si sa. Per ovviare alla reazione del marito, il giorno dopo l'Infanta Cristina, intercettata in un supermercato, ha risposto alla giornalista, accettando la lettera che le è stata consegnata e dicendo che a Washington cercano di fare una vita normale, "ma voi non ci lasciate in pace". La frase dell'Infanta è stata ripetuta fino alla noia, come se avesse offeso l'intera categoria di giornalisti, al notare che la sua famiglia è sottoposta a un assedio costante, con i paparazzi e le telecamere piazzate fuori casa. E forse bisognerà spiegare pure che tipo di informazione si voglia offrire, seguendo i Duchi che accompagnano i figli a scuola o che escono per andare al lavoro e al supermercato.
Qualche sera fa Materia reservada è tornata alla carica, un'altra giornalista è volata a Washington ed è riuscita a parlare con Iñaki Urdangarin, sulla porta della sede americana di Telefonica, la compagnia di cui il Duca è consigliere per Latinoamérica. Ovviamente il genero del re non ha detto niente di speciale (cosa poteva dire?!) ha solo fatto presente di aver già diffuso un comunicato e che ce ne sarà un altro dopo l'interrogatorio del 25 febbraio, affinché l'opinione pubblica sia informata. Così in studio si sono messi ad analizzare le sue parole, i 10 kg persi, le rughe apparse sul suo volto di 44enne, l'ordine arrivato probabilmente dalla Zarzuela di rispondere ai giornalisti di Telecinco, affinché la piantino di spargere veleno. E saranno andati avanti così tutta la notte, sentendosi eroi dell'informazione (due eroi del giornalismo sono morti in Siria, facendo sì, informazione, ma è un'altra storia), io ho spento all'una e mezza, considerando sufficiente.
Nell'attesa dell'interrogatorio di Iñaki Urdangarin, che metterà finalmente fine a mesi di speculazioni, stillicidi di notizie e gossip, alcuni media hanno iniziato l'autocritica, chiedendosi quanto sia giusto fare un processo mediatico, senza considerare la presunzione d'innocenza; ieri persino il re ha dovuto ricordare che i processi li fanno i giudici e sono loro a stabilire se un cittadino è innocente o meno e che chiunque, prima del processo, ha diritto di essere considerato innocente.
Oggi gli Urdangarin-Liebaert, i genitori e fratelli di Iñaki, vittime silenziose di questo clamore mediatico, hanno inviato a parenti e amici un'email in cui li ringraziano per sostegno e amicizia e appoggiano il loro congiunto, credendo nella sua innocenza. E' una bella lettera, semplice e affettuosa, che porta un po' di pulizia in una vicenda che pulita non è. Se volete leggerla in spagnolo, la trovate su lavanguardia.com,
Amici, come sapete nostro figlioe fratello Iñaki è sottoposto a una dura e incessante campagna di persecuzione e discredito sociale. Vogliamo che sappiate che il nostro sostegno è totale e incondizionale. Chi lo conosce sa che è una persona inegra e buona e abbiamo piena fiducia che la verità verrà a galla quando tutto questo finirà. Non c'è dubbio che il cammino per dimostrare la sua innocenza e recuperare la sua reputazione sarà lungo. La sua dichiarazione, il prossimo 25 febbraio, è solo il primo passo. Per rispetto al processo, continueremo a mantenere la nostra discrezione e ad aiutare Iñaki per quello di cui avrà bisogno.
Grazie per le innumerevoli dimostrazioni di appoggio e affetto ricevute, che ci hanno animato e dato forza in questo momenti così difficile e tristi. Ci avete fatto sentire in compagnia, onorati e tremendamente grati. Un abbraccio. Famiglia Urdangarin-Liebaert


per carità la libertà di informazione è una cosa sacrosanta, però certe volte i giornalisti potrebbero pure avere un pò più di rispetto...che vogliono fare una sorta di grande fratello monitorando Cristina e il marito 24h su 24? aspettassero almeno le dichiarazioni, tanto se ha sbagliato verrà fuori...
Scritto da: Giulia | 23/02/2012 a 12:05