Ieri sera guardavo il Canal 24 horas, la tv all-news di TVE, tra le tante notizie del giorno commentate c'era ovviamente l'imminente apparizione di Iñaki Urdangarin davanti ai giudici per il caso Nóos. Era appena stato reso noto che se avesse voluto il Duca avrebbe potuto percorrere in auto gli ultimi 20-25 metri, prima di entrare nel Tribunale; un tragitto che tutti i cittadini compiono a piedi e che a lui era stato concesso di percorrere in auto "per motivi di sicurezza". C'era comprensione, ieri, sul Canal 24 horas, per il Duca e per l'Infanta, non per le accuse, ma per le pressioni mediatiche a cui sono sottoposti e per il processo popolare che ha già condannato Urdangarin. Un po' tutti consigliavano al Duca di lasciar perdere la macchina e di arrivare in Tribunale a piedi e speravano che le persone a lui più vicine, i suoi consulenti questo gli consigliassero.
E così devono aver fatto, perché stamattina Iñaki si è presentato a piedi, accompagnato dal suo avvocato, Mario Pascual Vives, per essere ascoltato come imputato dai magistrati che indagano sul caso Nóos, l'Istituto senza fini di lucro da lui presieduto tra il 2005 e il 2007 e che ha raccolto oltre 17 milioni di euro da enti pubblici e privati, deviandoli all'estero, per sfuggire al fisco, o in conti di società di Urdangarin e del socio Diego Torres, invece di reinvestirli nello stesso Instituto, come era obbligo di legge.
Iñaki Urdangarin è arrivato con dieci minuti in anticipo all'appuntamento delle 9, accompagnato dal suo avvocato. Si è fermato a parlare con i media presenti: "La mia intenzione è chiarire la verità dei fatti e la dichiarazione di oggi aiuterà a dimostrarlo, vengo a difendere il mio onore" ha spiegato. E' apparso serio, ma tranquillo e ha assicurato di aver esercitato responsabilità e di aver preso decisioni "in modo corretto e con totale trasparenza".
Ad aspettare Iñaki, una settantina di media spagnoli e stranieri. I giudici José Castro, Juan Carrau e Pedro Horrach, che lo stanno già interrogando, sono arrivati pochi minuti prima di lui.
Un'immagine dell'arrivo di Iñaki Urdangarin, dal web spagnolo



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