El regreso del Rey. Il ritorno del re, si potrebbe dire. Dopo 18 anni Luis Miguel è tornato al Festival di Viña del Mar, nel Cile, la più importante manifestazione musicale sudamericana, e ha conquistato il pubblico (qualcuno aveva dubbi?) composto in larga parte dalle sue fans. Erano in 15mila alla Quinta Vergara per la prima notte del Festival, iniziata quasi all'alba europea, intorno alle 5 del mattino per noi. Vestito completamente di nero, il cantante messicano ha cantato i suoi temi più famosi, da Te propongo esta noche a Suave, fino ai classici del bolero, da lui ripescati e rilanciati, La barca, Somos novios, e ai suoi successi più amati, Por debajo de la mesa o Cuando calienta el sol.
Insomma, ha deliziato il pubblico cileno per un'ora e mezza, con la sua voce grandiosa, una delle più belle della musica latinoamericana (si può dire anche una delle più belle della musica internazionale, anche se si è fan, o suona male?
Luis Miguel celebra quest'anno i suoi primi 30 anni di carriera, lo fa in un momento in cui i dischi che lancia non sono i migliori che ci si potrebbe aspettare dalla sua voce e dal suo talento (già detto altre volte su questo blog), ma ha dalla sua la fedeltà assoluta di un pubblico, soprattutto femminile, che lo segue sin da ragazzino e a cui la sua musica ha fatto da colonna sonora nei momenti più o meno indimenticabili della vita. Il punto è quello che sottolinea il quotidiano cileno El Mercurio nella sua edizione online: "Può essere che non abbia inciso dischi trascendentali da un bel po' di anni, che i km di distanza che lo separano dal resto degli artisti del continente gli abbia fatto ridurre il ritmo e che le sue scenografie non sembrino tanto attraenti, ma tanto nella sua esecuzione come in quella dei suoi uomini, è semplicemente impacabile". E' il talento, è la voce, c'è poco da fare, che seducono a prescindere.
Il ritorno a Viña del Mar, dopo tanta assenza, rientra nell'omaggio ai suoi 30 anni di carriera che il messicano si sta rendendo e che sta rendendo al suo pubblico; è in corso un tour, che lo porterà anche in Spagna, a maggio (biglietti già esauriti), e, magari (si spera!), a fine anno, un disco che lo riporti sulla retta via (ce lo meritiamo, Lusimi e, soprattutto, se lo meritano la tua gran voce e il tuo talento).
Per celebrare questi 30 anni di carriera e quest'artista inimitabile ed enigmatico come nessuno (ma anche tremendamente abile nell'utilizzare i media e nel sedurre il pubblico), Viña del Mar gli ha consegnato non solo le tradizionali Gaviota de Oro e de Plata, con cui il monstruo, il pubblico della Quinta Vergara, riconosce il talento dei cantanti che si esibiscono sul palcoscenico, ma addirittura la Gaviota de Platino, un premio che non era mai stato consegnato prima a nessun cantante e che Luis Miguel ha ricevuto dalle mani del sindaco della città, Virginia Reginato, sua ammiratrice. Detto tra noi, non sorprende che proprio il messicano, che tanti record ha stabilito, sia stato il primo a ricevere la Gaviota de Platino. Il sindaco Reginato gli ha consegnato anche le chiavi della città. Cose che, come giustamente conclude emol.cl, "solo il Rey Sol, figlio preferito del Festival, potrà raccontare a Viña del Mar"
Le foto, dalla galleria fotografica di elnuevoherald.com; ma c'è una galleria di immagini decisamente migliore su emol.com






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