Non è bello rivedere l'Italia in Europa, trattata e rispettata come il Paese fondatore che è e la potenza imprescindibile che è per dimensioni economiche e patrimonio storico e culturale? La Spagna ha sempre seguito con attenzione le vicende italiane, persino i telegiornali raccontano di tutto, dalla politica all'economia ai successi contro l'evasione fiscale fino alla malasanità (magari fosse lo stesso nei media italiani sulle vicende spagnole). Adesso, con il Belpaese tornato in Europa, l'attenzione si è moltiplicata. Oggi il premier spagnolo Mariano Rajoy visita Roma per l'annuale vertice con il suo omologo italiano, Mario Monti. E' la prima volta per entrambi i leaders, diventati presidente del Governo quasi contemporaneamente, a novembre l'italiano, a dicembre lo spagnolo.
L'ABC fa il punto della situazione su Spagna e Italia, su Europa e rapporti bilaterali con un'intervista a Romano Prodi. Eccola in italiano
- La riunione tra Rajoy e Monti arriva dopo la recente lettera firmata con altri dieci leaders europei, in cui chiedono all'Unione Europea l'attivazione di politiche di crescita. In questo colpo di timone, che influenza possono avere l'Italia e la Spagna?
E' una lettera importante, perché va nella giusta direzione ed è inoltre firmata da Paesi molto rigorosi, cosa che dà maggiore forza alla tesi che la crescita sia necessaria. Il ruolo di Spagna e Italia in Europa sarà molto più importante di prima, quando tutto sembrava destinato alle decisioni di un solo Paese, la Germania. L'Europa deve riannodare un dialogo e un dibattito collettivo, il che non vuol dire che non si riconoscano i diritti e la forza della Germania. Il contrappeso di Spagna e Italia, che non si è potuto esercitare all'epoca di Silvio Berlusconi, lo vedo molto positivo ed essenziale
- Prima che scoppiasse la crisi, lei aveva avvertito José Luis Rodriguez Zapatero che la Spagna era preda di una bolla immobiliare
E' stato in un incontro bilaterale alle Baleari. Mi appartai con lui e lo avvertì, più come economista che come politico, del grave pericolo che correva la Spagna al concentrare il suo sviluppo nelle costruzioni. Non mi sembrava ragionevole che la Spagna costruisse più appartamenti che la Germania e la Francia insieme. La sua risposta mi sorprese. Mi disse che il caso spagnolo non poteva essere paragonato ad altri Paesi perché in Spagna gli acquirenti erano soprattutto stranieri.
- L'opinione sempre più diffusa in Europa è che la cancelliera tedesca Angela Merkel stia gestendo la crisi della Grecia e del debito in Europa con una durezza che sfiora l'arroganza.
Sarebbe necessario che la Germania ricordasse che l'unificazione è stata accettata, voluta e anche pagata da tutti i Paesi europei, perché, se abbiamo avuto tassi d'interesse molto più alti per un lungo periodo, è stato per l'unificazione tedesca. La solidarietà europea ha contribuito a rafforzare la Germania. Berlino dovrebbe ricordarlo e agire in modo più solidale. Se la Germania oggi domina l'Europa è per merito suo, ma anche per l'aiuto che ha ricevuto dai Paesi europei.
- Si riuscirà a salvare la Grecia, perché rimanga nell'euro?
Spero che la Grecia rimanga nell'euro, perché non sappiamo fino a dove potrebbe arrivare l'effetto contagio
- Lei è stato molto critico con Francia e Germania, per non aver agito in tempo davanti alla crisi greca
La crisi greca era piccolissima. La UE avrebbe potuto affrontare facilmente il suo enorme deficit, perché il PIL greco non arriva al 3% dell'eurozona. Con un modesto sacrificio, con 20-30 miliardi di euro, si sarebbe potuta risolvere questa crisi. Ma con l'opinione pubblica tedesca contro gli aiuti e i successivi appuntamenti elettorali locali, Merkel ha preferito garantirsi i suoi elettori. Si è favorita così la speculazione internazionale contro la Grecia e i Paesi più deboli. Per la mancanza di visione del futuro, sarà più difficile l'uscita dalla crisi.
- Perché si è avanzato così poco nella riforma del sistema finanziario internazionale?
Obama ha promesso di cambiare il mondo e non ha ancora avuto l'opportunità di farlo. Una riforma finanziaria internazionale,in un'economia globalizzata, esige un accordo molto più forte di quello che è oggi possibile. Sarebbe necessario un accordo tra Cina, USA ed Europa. Ma gli USA non hanno voglia di cambiare perché stanno bene così, la Cina neanche perché sa che una riforma tra cinque anni le sarà più favorevole. E l'Europa è sempre divisa.
- Nonostante la crisi lei si mostra sempre ottimista davanti all'euro
Ottimista per necessità, perché non c'è alternativa all'euro. L'uscita dall'euro sarebbe così costosa che nessuno pensa a questa possibilità
- E' favorevole agli eurobonds?
Sono indispensabili. La mia proposta è molto semplice: garantire gli eurobonds con l'oro delle banche centrali e con le grandi infrastrutture europee come le linee elettriche, gasdotti, oleodotti... L'oro delle Banche Centrali di Francia e d'Italia insieme supera di molto quello posseduto dalla Banca Centrale tedesca, l'elettorato tedesco potrebbe stare tranquillo
- Lei viaggia spesso in Cina. Che ruolo sta giocando Pechino nella crisi dell'eurozona?
In teoria la Cina ha tutto l'interesse ad appoggiare l'euro. Lo ha fatto dall'inizio, perché non vogliono un dollaro dominante. Dal punto di vista pratico, la Cina è disposta a intervenire, ma non in modo massiccio, in una situazione di confusione europea. Quando Pechino vedrà un minimo di politica comune europea, interverrà con forza, ma nel frattempo non vuole assumere rischi.
- Verso dove andiamo noi europei?
Temo che le divisioni europee ci terranno per un lungo periodo con una bassa crescita, con un'Europa pigra, incapace di gestire con energia le conseguenze della globalizzazione
- Che bilancio fa del Governo Monti?
Positivo. L'Italia è tornata a essere un Paese normale, con grande dignità, che può dialogare in parità di condizioni con gli altri Paesi. Con questo spirito si riapre l'incontro con la Spagna.
- Possiamo guardare al futuro con speranza, noi europei?
L'unica speranza per noi è l'Europa. E non è retorica. O costruiamo una politica economica europea o le speranze per i giovani sono poche. I cinesi si sorprendono al vedere come cammina l'Europa e mi dicono: come potete andare avanti se solo adottate decisioni a breve termine e senza pensare al futuro?


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