Questa è una di quelle eccezioni che sento di poter e dover fare su un blog dedicato al mondo di lingua spagnola. Su Twitter @acampadasol, il profilo degli indignados della Puerta del Sol di Madrid, ha rilanciato un link per raccogliere un milione di firme europee per chiedere la cancellazione del debito odioso greco.
E' un'iniziativa lanciata da Seisachtheia e non me la sento di rimanere indifferente, dopo aver visto le bandiere della Grecia ondeggiare, come se fossero proprie, nelle manifestazioni spagnole del 25 ottobre, il giorno della indignación mondiale per un sistema che anche nella sua peggiore crisi arricchisce i ricchi e impoverisce i poveri, e dopo aver visto il documentario Debtocracy, che invito tutti a vedere (su youtube è arrivato anche con i sottotitoli in italiano), sull'effetto perverso del debito sull'economia e sulle storture che ne impediscono l'estinzione.
Mi piace l'idea che si chiedano un milione di firme europee, affinché sia chiaro che l'Europa dei cittadini esiste e che sono gli europei a dire di no all'umiliazione imposta alla Grecia (ma il Trattato di Versailles non ha insegnato proprio niente?!), a stare dalla parte dei Greci, a cui si sta togliendo tutto, e ad esigere un'altra Europa. L'Europa della Solidarietà, la definisce la petizione. L'Europa che vuole tutti gli Stati con gli stessi diritti e con pari dignità e che vuole tutti gli europei cittadini di un'Unione solidale, che non lascia indietro né soli i propri membri.
Nel sito le informazioni e la petizione sono tradotte nelle principali lingue dell'Unione Europea: inglese, francese, italiano, tedesco, portoghese, olandese, spagnolo e greco (in alcune parti la traduzione sembra volenterosa, ma l'intenzione è quello che conta e la presenza delle altre lingue aiuta e anche questo fa sentire europei). E mi piace anche questo. Che a ogni europeo si parli nella propria lingua, senza il predominio di nessuna, riconoscendo a ognuno l'identità nazionale e la matrice comune, questa vecchia Europa che dobbiamo riparare e rafforzare, affinché possa ripararci tutti, con la stessa capacità di proteggerci dalle intemperie.
Qui di seguito riporto la lettera indirizzata al presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso, prima, però, i dati necessari:
per firmare l'indirizzo della pagina è: www.1millionsignatures.eu/?a=it
Seisachtheia è su Facebook: www.facebook.com/pages/Seisachtheia/188738931191054?sk=wall
Firmate, diffondete, fate in modo che si sappia e che gli europei si mobilitino in favore di un'altra Europa. Ecco il testo della lettera:
Egregio Signor Presidente,
è duro constatare che l’Europa ha stabilito rapporti di usura nei confronti della Grecia (e di altri Stati). I tassi di interesse sui prestiti, ai quali la Troika concede prestiti alla Grecia, sono multipli di quelli a cui prendono prestiti gli Stati -finanziatori. (La Germania prende a prestito al 0,25 e poi concede in prestito alla Grecia al 5%).
La crisi in Grecia diventa causa di un inaccettabile arricchimento degli Stati membri. Ciò è nella più completa negazione della solidarietà sociale. Il cannibalismo economico nei confronti di stati membri costituisce il maggior rischio per i valori dell’Europa.
ΙΙ. Le soluzioni avanzate NON sono sostenibili per la Grecia, e per la struttura economica europea in generale. I prestiti alla Grecia con tasso d’interesse massacrante, generano un debito maggiore, e naturalmente il deragliamento di ogni regolare funzione pubblica. La situazione RICHIEDE AZIONE IMMEDIATA.
Vi invitiamo, ai sensi dell’art. 8 del Trattato di Lisbona, a presentare alla Commissione Europea le seguenti proposte di voto :
-Che ogni membro cancelli unilateralmente la parte del debito pubblico che ricade nella categoria del «debito ignominioso». Tale è anche quello «greco». La maggior parte di esso consiste nella capitalizzazione degli interessi, che risalgono a molti decenni fa. Il capitale dei prestiti è stato pagato. INTERESSI SUGLI INTERESSI, cioè.
-Che sia stabilito il Principio dello «stato di necessità ». Quando le fondamenta economiche e politiche dello Stato sono minacciate dal fatto che si deve servire l’odioso debito (disoccupazione dilagante, collasso dei salari e delle pensioni, chiusura di ospedali, scuole, servizi sociali, degrado personale, ecc.) il rifiuto del suo pagamento è necessario e giustificato.


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