E' difficile che il cinema riesca a raccontare Siviglia oltre i suoi stereotipi di città meridionale, dalla luce abbacinante, dalla fervente religiosità e dal sensuale edonismo. Nenche i thrillers più intensi riescono a resistere alla tentazione di inciampare in qualche processione della Settimana Santa.
Cerca di uscire dallo stereotipo Grupo 7, poliziesco che uscirà il 4 aprile e che in questi giorni sta vivendo le ore più calde della sua promozione. E' stato girato a Siviglia la scorsa estate dal regista sivigliano Alberto Rodriguez, che deve la sua notorietà al film 7 virgenes e la sua conferma ad After (presentato in concorso anche al Festival di Roma 2009); con Grupo 7 Rodriguez firma il suo quinto lungometraggio e un omaggio sui generis alla sua città.
L'azione ci riporta indietro, fino alla fine degli anni 80, quando la città si prepara alla grande vetrina dell'Expo92. "La Spagna della Expo lasciava alle sue spalle il franchismo e presentava al mondo la Siviglia moderna, dunque la casa doveva essere pulita e, se non c'era tempo, si metteva sotto il tappeto tutto quello che era necessario. E i poliziotti fanno quello che possono" spiega Antonio de la Torre, uno dei protagonisti. Proprio per "pulire in tempo la casa", racconta il film, a Siviglia si forma il Grupo 7, una brigata di quattro poliziotti che, violenti e senza scrupoli, hanno il compito di ripulire le strade cittadine di delinquenza, drogati e pusher. La Siviglia che il film racconta, è molto diversa da quella descritta dagli stereotipi, anche se si...
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