E' iniziato ieri sera il Festival del Cinema di Málaga, che offre il meglio della produzione spagnola prossima ventura. Ad aprire la manifestazione, uno dei film più attesi della stagione e in uscita il 27 aprile, Los Pelayos, ispirato alla storia vera di una famiglia che, negli anni 90, aveva scoperto come sbancare i casinò in modo legale e che, secondo i critici, deve molto, pare troppo, a Ocean's Eleven di Steven Soderbergh. Il film, di cui si è già parlato varie volte su Rotta a Sud Ovest, in gara nel Concorso ufficiale ed è interpretato da Daniel Brühl, Lluis Homar, Miguel Ángel Silvestre e Blanca Suárez; sul tappeto rosso il cast è apparso euforico e ironico: Miguel Ángel Silvestre, Vicente Romero e Oriol Villa si sono presentati addirittura vestiti allo stesso modo, con un abito in Principe di Galles e occhiali scuri. A rubare loro l'attenzione c'è riuscita solo al collega Blanca Suárez, con un cortissimo e singolare vestito in tessuto stampato.
L'attrice madrilena sta vivendo un momento professionale spettacolare e infatti si dichiara molto fortunata perché, nonostante la crisi che ha colpito anche il cinema spagnolo (i tagli arrivati dal governo hanno ridotto il bilancio del 35%), continua a lavorare, sia in tv che al cinema; a Málaga Blanca arriva con due film, entrambi in concorso. Los Pelayos ha aperto il Festival, Miel de Naranja di Imanol Uribe, che si svolge durante la Guerra Civile (ebbene sì, continuiamo con la Guerra Civile), viene presentato oggi, insieme a Els nens salvatges di Patricia Ferreira. Tra i film più attesi al Festival, che quest'anno celebra la sua 15° edizione, ci sono anche Carmina o revienta, opera prima di Paco León, popolarissimo, in Spagna, come protagonista della serie di TeleCinco Aída (ed è anche fratello di Maria, che ha vinto il Premio Goya 2012 come Miglior Attrice Rivelazione per La voz dormida), A Puerta Fria di Xavi Puebla, che conta nel cast Nick Nolte, Memorias de mis putas tristes di Henning Carlsen, dall'omonimo libro di Gabriel Garcia Marquez, con sceneggiatura firmata da Jean-Claude Carriere, collaboratore di Luis Buñuel, La suerte en tus manos, la commedia romantica di Daniel Burman, con cui il cantautore uruguayano Jorge Drexler debutta sul grande schermo (lo ricordate? ai Premi Oscar di qualche anno fa Antonio Banderas cantò al suo posto, perché lui non era conosciuto negli USA, e lui si rivendicò come cantante quando, ritirando l'Oscar per Al otro lado del rio, da I diari della motocicletta, invece di pronunciare il discorso di ringraziamento, cantò alcuni versi della canzone tra gli applausi di Banderas).
Il Festival propone anche altre sezioni, oltre a quella principale del concorso Lungometraggi: Cortometraggi, Documentari, Territorio Latinoamericano, Zinezine e la debuttante Animazine, che dà spazio ai cartoni animati, un settore in cui la Spagna sta diventando una piccola potenza, come dimostrano i crescenti successi internazionali. Territorio Latinoamericano parla soprattutto argentino, con tre film, uno dei quali, El campo, conta su uno degli interpreti più popolari in Argentina e in Spagna, Leonardo Sbaraglia; incuriosisce la commedia Road July, che analizza l'incontro tra un padre distratto e una bambina di 10 anni, che non aveva visto prima. Toccano i tempi della guerriglia il peruviano Las malas intenciones di Rosario García Montero, che si svolge negli anni 80 di Sendero Lumonoso, e il colombiano Silencio en el paraíso di Colbert García, che parla di terrorismo e militati da un quartiere popolare di una città colombiana. Dal Messico e dall'Uruguay due drammi storici, Los últimos cristeros di Matías Meyer, che si svolge durante la Guerra Cristera (allo stesso argmento è stato dedicato Cristiada, con Andy Garcia ed Eva Longoria, appena uscito in Messico), e la biografia del libertador uruguayano José Gervasio Artigas Artigas, la “redota”.
Non si può parlare del Festival di Málaga senza accennare al suo pubblico, all'euforia e all'allegria delle decine di fans che aspettano di veder passare i propri beniamini sul red carpet, o meglio, sull'alfombra roja, la notte dell'inaugurazione. Daniel Brühl, il protagonista tedesco-spagnolo di Los Pelayos (suo padre è tedesco, sua madre è catalana), è rimasto meravigliato: "C'è un'effervescenza che non ho visto in altri Festival" ha detto ai media locali "e io di Festival ne ho visti tanti" (un'idea di questa effervescenza potete averla visitando la galleria fotografica dedicata da diariosur.es al red carpet dell'inaugurazione, ieri sera).
Il sito ufficiale del Festival è www.festivaldemalaga.com; ogni giorno dirette e videochat su www.diariosur.e>s. Da hola.com, alcune immagini dal tappeto rosso del Festival.

Il cast di Los Pelayos

Goya Toledo

L'attore, e conduttore della serata d'apertura, Francis Lorenzo

Inma Cuesta
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