Stavolta, ammettiamolo, è facile stare dalla parte della Spagna. L'Italia non si trova nella posizione migliore né si può permettere di salire sul pulpito.
Lunedì prossimo un pareggio a 2 tra Spagna e Croazia assicurerebbe a entrambe le squadre il passaggio ai quarti di finale degli Europei e condannerebbe l'Italia all'eliminazione, nonostante l'eventuale vittoria sull'Irlanda, e senza essere mai stata sconfitta.
Per noi italiani il ricordo degli Europei 2004, quando Svezia e Danimarca pareggiarono curiosamente 2 a 2, proprio il risultato che serviva loro per qualificarsi, rimandandoci a casa, è ben presente. Per cui è facile immaginarci che Spagna e Croazia potrebbero davvero pareggiare e mandarci a casa.
Possiamo dirci finché ci pare che la Spagna così agonistica, fermata ai pareggi solo dall'Italia, ma abituata a vincere chiunque a suon di gol, non giocherà per il pareggio, ma, orgogliosa e narcisista, farà di tutto per vincere. E possiamo dirci finché ci pare che la Croazia, visto che le si apre l'inaspettato, non ci starà a perdere i quarti di finale proprio lì a un passo. Dunque, entrambe dovrebbero giocare per la vittoria. Si dice e si spera.
Ma se non lo facessero, chi è l'Italia, con i suoi campionati truccati, i suoi rigori dal risultato patteggiato, i suoi incontri in autostrada per stabilire i risultati delle partite, per fare la predica? Se lo chiedono con il sarcasmo che ci meritiamo gli spagnoli, riportando le parole di Gigi Buffon, proprio uno a caso, che, dopo i sospetti che causa, ha anche il coraggio di parlare di eventuali altrui accordi. Facile stare dalla parte della Spagna, questa volta. Già detto.
PS LA cosa peggiore non è l'articolo in sé, quanto il primo commento dei lettori: "A parti invertite non ci sarebbe dubbio che pareggebero... perciò, fine della discussione". Qualcuno, vista la fama del nostro campionato, potrebbe dargli torto?
Da elconfidencial.com
Mentre molti continuano a guardare i numeri delle diverse possibilità del Girone C degli Europei, i giocatori italiani sono stati quelli che hanno alzato la voce, mettendo in guardia tutti su quello che potrebbe succedere nella partita che lunedì prossimo giocheranno Spagna e Croazia nell'Arena di Danzica. "La Spagna sarebbe indicata da tutti, sarebbe lo zimbello d'Europa. Non credo che un campione del mondo come è la Spagna, con giocatori come Xavi, Iniesta o Casillas macchi il suo prestigio mettendosi d'accordo su un pareggio" ha detto Buffon, mettendo sull'avviso i giocatori spagnoli di quello che potrebbe succedere al "chiudere" la partita con un pareggio. Parla così tranquillo, un giocatore indicato in un caso di scommesse illegali.
"Non temo il biscotto" ha gridato Buffon ai quattro venti, non appena terminata Spagna-Irlanda.Il portiere denunciava in anticipo una possibilità che potrebbe verificarsi nella partita di lunedì prossimo, tra la Roja e la Croazia e che potrebbe portare entrambe le squadre ai quarti di finale. Parliamo di un pareggio a due e quello che grida il portiere italiano è che non teme l'accordo tra le due squadre. Ma farebbe lo stesso, se lui fosse implicato?
L'Italia cerca di curarsi. Sa di non aver compiuto il proprio dovere dopo il pareggio con la Croazia e l'ombra di una possibile eliminazione per un risultato che va bene alle due principali rivali del girone può tornare a condannarla, così come successe agli Europei del 2004. In quell'edizione un pareggio tra Svezia e Danimarca avrebbe mandato a casa gli italiani, risultato che poi rimase sul tabellone. L'Italia vinse contro la Bulgaria, ma il pareggio nell'altra partita la condannò all'eliminazione. Adesso i giocatori italiani chiedono sportività, gioco pulito ed esigono alla Spagna che tiri fuori questo calcio che ha dentro e che l'ha portata a essere la miglior Nazionale del mondo. "Sono sciuro che il pareggio non ci sarà mai. Confido nell'orgoglio degli uni e degli altri e di più nella qualità dei giocatori spagnoli".
Di quello che non parlano gli uomini di Prandelli è che prima di pensare a quello che succederà a Danzica, tra la Spagna e la Croazia, loro devono battere l'Irlanda, e farlo con tre gol di differenza, affinché il pareggio a 0 o a 1 non li condanni all'eliminazione. Curiosamente la stampa sportiva italiana parlava di più di quello che poteva succedere il lunedì che di quello che è successo il giovedì in entrambe le partita e ce condanna la sua Nazionale a vivere in un modo perlomeno scomodo. Il tecnico italiano parla di fede. "Dobbiamo credere, non cedere alla cultura del sospetto. Ho detto ai miei che dobbiamo solo pensare a battere l'Irlanda. La Spagna negli ultimi dieci anni ha intrattenuto ed emozionato il mondo e tutti vogliono copiarla. Non dobbiamo cercare scuse". Prandelli continua a parlare di quello che la sua squadra avrebbe dovuto fare e non ha fatto. "Dobbiamo sostenere di più il risultato. Non ci è successo nelle ultime due partite. La parte fisica sta giocando molto". Nel frattempo quelli davvero implicati, spagnoli e croati, negano al massimo la possibilità di cui tutti parlano. "Non abbiamo fatti conti né pensiamo di farli. Pensiamo solo a vincere e assicurarci il passaggio ai quarti. Non faremo nient'altro che questo" ha detto Del Bosque.
È quasi sempre patetico che quelli della nostra Nazionale se ne escano fuori con questi discorsi! Le uniche volte che davvero hanno fatto i seri, o hanno vinto come in Spagna '82 e Germania '06, oppure sono usciti a testa alta come in Argentina '78 e in USA '94! Tutto il resto è sempre stato un fallimento e una telenovela di bassa lega!
Scritto da: Francesco | 16 giugno 2012 a 12:38
100% d'accordo con francesco!!!
ci dobbiamo sempre ridurre a sperare nel risultato degli altri...ma i nostri pensassero piuttosto a giocare come si deve contro l'irlanda!
e poi mi dispiace ma "chi ha il sospetto ha il difetto"...
Scritto da: Giulia | 16 giugno 2012 a 17:49