E' la lettera aperta scritta dal dottor Ricard Valdés Arribas dell'Institut Universitari Dexeus di Barcellona, a uno dei suoi pazienti più famosi, Miki Roqué, il giocatore del Betis morto nel finesettimana per un cancro.
In genere non amo parlare di sentimenti, perché temo la retorica e lo sdolcinato e penso che le parole pongano limiti a emozioni che non ne hanno e che sono in ogni caso rispettabili. Ma questa lettera è davvero emozionante e commovente, perché ricorda gli ultimi mesi di vita di un ragazzo di 23 anni, nato in una famiglia umile e con un futuro calcistico ancora tutto da vivere, perché mi fa pensare a come una vita che se ne va sia sempre accompagnata da una che arriva e perché essere medico dev'essere una delle cose più dure e più emotive che si possano vivere.
Ricard Valdés, questa è una curiosità di Marca, il quotidiano sportivo spagnolo che pubblica la lettera, è il fratello di Victor Valdés, il portiere del Barça, adesso impegnato negli Europei di calcio come riserva di Iker Casillas.
Il testo in lingua originale lo trovate qui.
PS Descansa en paz, Miki
Sono le otto di mattina e nell'Institut Universitari Dexeus inizia un nuovo giorno. Anche se non è un giorno qualunque. Ieri abbiamo avuto la peggiore guardia della mia breve vita professionale come medico. Ieri ci ha lasciato per sempre un paziente modello, una persona con grandi valori, un lottatore nato, un grande sportivo e, soprattutto, un amico. Ieri ci ha lasciati per sempre Miki Roqué.
Sono molti i momenti che ho avuto il privilegio di vivere con te, durante gli ultimi mesi della tua vita e la verità è che sempre li ricorderò con molto affetto. Adesso so che è valsa la pena studiare Medicina, solo per conoscere persone come te. Mi mancherà moltissimo salire alla tua stanza, durante i turni di guardia, e chiacchierare con te di calcio e di tante altre cose... mi mancheranno i tuoi scherzi... E non solo a me, dato che da quando sei entrato, hai conquistato tutti i lavoratori della Clinica, sempre con un sorriso sulle labbra, senza un gesto antipatico verso gli altri e con un'educazione squisita. Tutti sentiremo la tua mancanza....
Ricordo quel giorno in cui mi dicesti che non credevi nella casualità e che eri sicuro che tutto questo doveva succedere, che il destino è capriccioso e ti aveva preparato questa esperienza per farci conoscere. Mi dicesti anche di aver imparato molte cose da questa esperienza e che adesso davi importanza a dettagli che prima non consideravi... che davi valore alla salute, che davi molto più valore alla tua famiglia... Quello che io non ti ho mai detto è che non puoi immaginare quanto noi abbiamo imparato da te... e dalla tua famiglia... che lezione di vita ci avete dato!
Dicono che da "tale padre tale figlio" e non è mai stato detto meglio... hai due genitori e una sorella che hanno lasciato una traccia incancellabile in tutti noi. Hanno dimostrato fino all'ultimo momento una forza degna di elogio. Tuo nipote, il piccolo Biel, che nascerà a settembre, sono sicuro che porterà a questa famiglia moltissima allegria e tutto il tuo spirito... Noi saremo qui per riceverlo e raccontargli chi è stato suo zio.
Di tutte le mie conversazioni con te, mi tengo una che non dimenticherò mai. Mi dicesti che avresti sempre avuto il dispiacere di non aver realizzato il tuo sogno, debuttare ufficialmente in Primera División con il Betis. Non ti ho mai risposto perché so che non avrei potuto contenere le mie lacrime, ma adesso, amico mio, ti trovi dove ti trovi, voglio che ascolti le mie parole. Sei stato non solo un grande calciatore che avrebbe di sicuro ottenuto tutto quello che avrebbe voluto, ma, cosa più importante, hai dimostrato di essere un uomo di primo livello e un esempio per tutto noi fino allo stesso momento della tua morte. Prr me questo è il vero sogno realizzato e tu lo hai ottenuto. Hai giocato la partita più importante della tua vita e l'hai vinta, credimi che l'hai vinta, perché hai dimostrato di avere tutti i valori che un grande atleta e una grande persona deve avere, come lo sono il coraggio, la forza, l'ansia di superamento personale, l'umiltà, l'umanità e il rispetto. Lì dove Dio ti ha, amico, aspettami, perché un giorno giocheremo questa partita di calcio che non abbiamo mai potuto giocare. Riposa in pace, Miki. Non ti dimenticherò mai.
Non voglio dimenticarmi di inviare da qui le mie sentite condoglianze ai familiari di Miki, a tutta la famiglia bética e allo sport spagnolo in generale.
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