Non è la lotta dei minatori britannici contro Margareth Thatcher, ma siamo davanti a un'epica simile, alla disperata resistenza di un mondo e di una cultura che si ostinano a non voler morire e che però non sono in grado di sopravvivere senza sovvenzioni pubbliche. I minatori del carbone di Asturie, Castilla y León e Aragona sono in sciopero da quasi un mese; hanno interrotto strade e traffico, hanno avuto scontri anche violenti con la Guardia Civil, hanno manifestato la loro rabbia, ma Madrid continua a ignorarli.
Il Governo ha deciso di tagliare del 64% le sovvenzioni al settore, decretando, di fatto, la sua morte. Il che significa che centinaia di famiglie di queste tre regioni rimarranno presto senza fonte di sostentamento. Nuovi disoccupati per un Governo che si vanta di aver fatto le riforme che doveva fare e i cui risultati, però, continuano a portare disoccupazione e povertà. Nelle Asturie non sono solo miniere che chiudono, è un mondo, sopravvissuto per generazioni a guerre e povertà, che viene lasciato scomparire. Nell'immaginario collettivo spagnolo, il Principato è terra di minatori, fortemente legati alle loro tradizioni e alla lotta per i diritti della classe lavoratrice: non a caso gli operai e i minatori asturiani sono stati tra i principali sostenitori del socialismo spagnolo e una delle principali basi di resistenza alla dittatura.
La crisi economica spagnola, le nuove tecnologie, le scelte nelle politiche energetiche inducono all'abbandono delle miniere del carbone, ma i minatori non ci stanno. In oltre 500 sono partiti nei giorni scorsi dal Principato delle Asturie, dalla Castilla y León e dall'Aragona per la Marcha Negra, la Marcia Nera: con i loro indumenti del lavoro, casco compreso, si sono messi in cammino per Madrid. Percorreranno quasi 500 km, per arrivare nella capitale l'11 luglio e per sensibilizzare, lungo, il cammino, la popolazione, circa la necessità di continuare le sovvenzioni al settore.
Alcuni minatori sperano che non sia necessario arrivare fino a Madrid e che il Governo ci ripensi prima, "per salvare le comarcas mineras, le regioni minerarie, che vivono grazie alle miniere e al loro indotto". Ma non tutti sono così ottimisti: il Governo di Mariano Rajoy non si è distinto esattamente per le capacità di ascolto e di dialogo con le parti sociali, soprattutto se rappresentate dai sindacati e soprattutto se esistenti grazie alle sovvenzioni pubbliche.
A raccontare questo mondo in declino, su elmundo.es, una bella galleria fotografica, con immagini realizzate nelle Asturie da Luis Davilla, nel 2006: i pozzi e le gallerie, ma anche i bar e le case, tutto un mondo che vive intorno alle miniere, nel contrasto tra "il nero intenso del carbone e il verde placido della montagna". Imperdibile.




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