Quando tutto il resto non va come si vorrebbe, la campeona del mundo mundial che pareggia contro l'Italia nel suo debutto negli Europei, la strategia che manda a farsi benedire il primo posto di Fernando Alonso al GP del Canada, allo sport spagnolo rimane sempre una certezza: Rafael Nadal.
In una delle finali più complicate dalla pioggia che si siano viste agli Open di Francia, spalmata su due giorni dopo varie interruzioni, il tennista spagnolo ha battuto la sua ex bestia negra e numero 1 al mondo Novak Djokovic. Ma stavolta ha fatto di più.
Con il suo settimo titolo al Roland Garros ha superato il record di Bjorn Borg, che aveva raggiunto lo scorso anno, dopo che un altro svedese, Robin Soderling, un paio di anni fa, gli aveva impedito di superare il record, uguagliato, di cinque vittorie consecutive stabilito dallo svedese.
Bjorn Borg è stato il mio primo amore platonico di bambina, laggiù, sul finire degli anni '70 e l'inizio degli anni '80, quando era l'angelo biondo delle piste e mi vedevo tutti i Wimbledon e i Roland Garros possibili, odiando (con affetto) John McEnroe, perché metteva in dubbio la supremazia del mio bello.
Rafa non era ancora nato, ma adesso, che ha superato il record di Bjorn, che sta per riprendersi il numero 1 mondiale e che a 26 anni, gli stessi a cui Borg si è ritirato, per troppo successo, troppo denaro e troppa noia, continua a dare lezioni di determinazione di dedizione e di vita, che non si preoccupi. Sigo queriendote igual o más, Rafa, enhorabuena!

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