La Spagna si sta finalmente islandesizzando, come volevano gli indignados? O semplicemente ha capito che è ora di fare giustizia e di fare chiarezza su cosa sia successo nel sistema finanziario, sull'orlo del collasso e a punto di trascinare con sé l'euro?
Oggi il magistrato dell'Audiencia Nacional Fernando Andréu ha ammesso la denuncia presentata dal partito centrista Unión Progreso y Democracia (UPyD) contro numerosi alti ex dirigenti di Bankia, tra cui l'ex presidente della Banca, ed ex vicepresidente e Ministro dell'Economia del Governo di José Maria Aznar ed ex direttore del FMI Rodrigo Rato, per truffa, appropriazione indebita, falsificazione di conti e amministrazione sleale. Tra gli imputati ci sono anche l'ex Ministro degli Interni del PP Ángel Acebes, l'ex presidente di Bancaja José Luis Olivas e numerosi ex dirigenti del Partitdo Popular, sia nazionale che madrileno, prestati alle banche. Come testimoni sono stati chiamati l'ex Governatore della Banca di Spagna Miguel Ángel Fernández Ordóñez e Francisco Celma, il socio di Deloitte che ha firmato il rapporto su Bankia, prima della sua ammissione in Borsa, oltre che il rappresentante legale del Fondo di Ristrutturazione Ordinaria Bancaria (FROB), che dovrebbe ricevere, e poi distribuire tra le banche che ne hanno bisogno, gli aiuti da 100 miliardi di euro in arrivo da Bruxelles per il settore. In tutto ci sono 33 imputati.
Bankia è nata dalla fusione di sette banche e Casse di Risparmio in larga parte madrilene e valenciane, ampiamente esposte a causa dello scoppio della bolla immobiliare. Sin dalla sua nascita è stata per capitalizzazione la quarta banca spagnola e il suo ingresso in Borsa, un anno fa, era stato salutato come uno dei grandi eventi dell'anno. Ma oggi è proprio il suo arrivo in Borsa al centro dell'attenzione di chi sta cercando di capire come sia stato possibile ingannare i risparmiatori, che hanno creduto in Bankia e si sono trovati, meno di un anno dopo, con azioni dal valore dimezzaato e una banca nazionalizzata.
Nelle 49 pagine dell'atto con cui ammette la denuncia, Andréu si sorprende perché "una Società di recente creazione, che manca di conti consolidati degli esercizi precedenti, ha il permesso di entrare in Borsa"; e dubita che sia stata fornita ai risparmiatori la giusta informazione circa il reale patrimonio di Bankia, "risultato essere un puro aneddoto, alla luce di quanto successo pochi mesi dopo, a cominciare dalla bancarotta del Banco de Valencia (…), continuando con la nazionalizzazione e il salvataggio della stessa entità con denaro dello Stato per un importo di 23,5 miliardi di euro, con le dimissioni del suo Presidente e del CdA in blocco, con la riformulazione dei conti da parte del nuovo CdA, con l'affioramento di perdite per 2,79 miliardi di euro, e con la vertiginosa perdita di valore in Borsa". Di questo, ammette il giudice "dovrebbero rispondere le persone che hanno collaborato alla creazione e al mantenimento della finzione".
Andréu analizza anche le commistioni tra politica e finanza, i politici del PP sistemati nelle banche di Valencia e, contemporaneamente ai vertici di Bankia e si sorprende per la disinvoltura con cui Bankia presentava piani di capitalizzazione alla Banca di Spagna, mantenendo "un messaggio di massima tranquillità agli investitori". C'è anche una valutazione su "don Rodrigo Rato", che "nonostante tutto quello che è successo, continua a essere presidente di Caja Madrid". E non solo, perché "non risulta che abbia rinunciato alla presidenza della mercantile Cakja Madrid Cibeles SA né alla vicepresidenza del Consiglio della Confederazione Spagnola di Casse di Risparmio né alla Presidenza del Consiglio della Corporazione Finanziaria di Caja Madrid". Insomma, una bella personcina, questo Rodrigo Rato, contro il quale è partita una campagna degli stessi indignados, che stanno raccogliendo materiale per portarlo a giudizio e scoprire cosa sia successo a Bankia.
Le indagini sono a tutto tondo: il giudice esige dalle sette Casse di Eisparmio che hanno formato Bankia di presentare tutte le operazioni di credito o garanzia fatte i favore di membri del CdA, familiari in primo grado, partiti e gruppi politici rappresentati nelle corporazioni locali, chiede anche di comunicare l'eventuale clausola che blinda i membri del CdA in caso di rinuncia, licenziamento e pensionamento, quindi i piani di pensione dei dirigenti e i contributi versati. Alla Commissione della Borsa chiede di presentare i documenti che hanno dato il via all'ingresso in Borssa di Bankia, nonostante non avesse i requisiti principali, iniziando da conti annuali controllati degli ultimi tre esercizi.
Il 23 luglio, la prima udienza, per decidere se ci sarà l'intervento giudiziario su Bankia e se sarà chiesto l'intervento sui beni dei denunciati, affinché garantiscano con il proprio patrimonio gli aiuti alla banca, come richiesto da UPyD.
Per molti spagnoli è il primo trionfo, celebrato da entrambi i quotidiani vicini all'establishment, il conservatore El Mundo e il progressista El Pais. E' la prima volta, da quando è iniziata la crisi, che la Giustizia si muove per fare chiarezza sugli eventuali abusi compiuti dai banchieri. Viene stabilito per la prima volta in Spagna il principio che i banchieri che sbagliano e abusano della propria posizione devono essere processati, come tutti gli altri cittadini. L'esempio è l'Islanda e l'isola atlantica è da oggi un po' meno lontana dalla sua più tenace e battagliera emula continentale: la Spagna.
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