Imbarazzante (e divertente, sorry) passo falso di Starbucks in Argentina, costretta in poche ore a scusarsi due volte con gli argentini, la seconda per essersi scusata la prima.
Tutto è successo ieri, quando Starbucks Argentina ha pubblicato su Facebook il seguente messaggio: "Vogliamo chiedere scusa, perché, a causa di una temporanea mancanza di scorte, in alcuni nostri punti vendita stanno utilizzando bicchieri nazionali. Si tratta di bicchieri di colore bianco e delle stesse dimensioni di quelli utilizzati normalmente. In tutti i casi, stiamo lavorando per normalizzare la situazione il più presto possibile e ognuno di voi possa godersi la propria bevanda preferita".
Le intenzioni del messaggio sono chiaramente innocenti e la mancanza di scorte è dovuta essenzialmente alla nuova politica del Governo, che vuole favorire l'industria nazionale complicando le importazioni dall'estero, ma apriti cielo. Toccate qualunque cosa a un argentino, ma non il senso patriottico e l'orgoglio nazionale. Perché scusarsi per l'uso di bicchieri prodotti in Argentina, in mancanza degli stocks di Starbucks? Le reti sociali hanno reagito immediatamente, in particolare Twitter, che ha trasformato l'hashtag #pedimosdisculpas (chiediamo scusa) in Trending Topic e l'ha mantenuto a lungo nella Top Ten d'Argentina. Quasi tutti i quotidiani argentini si sono divertiti a riportare i tweets più sarcastici.
clarin.com cita, tra gli altri, "i ragazzi di @StarbucksaAr chiedono scusa per usare i prodotti nazionali. Chiederanno scusa anche per venderli ad "argentini"?", "chiediamo scusa se di tanto in tanto vedete persone di pelle scura nei nostri locali", "un caffè è meno buono se il bicchiere è nazionale?", "chiediamo scusa perché il ragazzo che vi serve è nato e vive a Barracas"; ma si leggono anche tweets come "chiediamo scusa se a causa della ubicazione geografica dobbiamo usare acqua nazionale", "in questo momento qualcuno sta aggiungendo il caso Starbucks Argentina alla sua presentazione su marketing digitale e reputazione", "non mi interessa l'argomento, ma mi chiedo se quelli di Starbucks non possono produrre vasi qui o se quelli prodotti da schiavi cinesi danno un miglior sapore" (e ci sono vari tweets divertenti, dotati anche di foto umoristiche e ironiche, che esaltano l'argentinidad nei bicchieri, anche su lanacion.com.ar).
Insomma, gli argentini non hanno preso benissimo le scuse di Starbucks per utilizzare i prodotti nazionali invece di quelli "prodotti da schiavi cinesi".
Resasi conto della gaffe, e per evitare ulteriori danni d'immagine, Starbucks ha pubblicato un nuovo messaggio di scuse. Stavolta per scusarsi di essersi scusata. "Chiediamo scusa per il post di stamattina. Comprendiamo i vostri commenti e chiariamo che l'intenzione è stata di comunicarvi che temporaneamente stiamo utilizzando in alcuni locali bicchieri diversi dai soliti. Questo è dovuto a un esaurimento degli stocks per un errore di pianificazione interna. Stiamo lavorando per continuare a offrire il meglio ai nostri fans. Ci piace essere trasparenti con la nostra comunità e condividere ognuno dei nostri cambi, siano permanenti o temporanei" ha scritto su Facebook.
In questo modo Starbucks ha cercato di cogliere due piccioni con una fava: da una parte ha ammesso l'evidente errore di comunicazione commesso con il primo post, allo scusarsi per l'uso di prodotti made in Argentina, dall'altra ha evitato qualunque polemica politica, al chiarire che l'esaurimento degli stocks è stato causato da un errore interno e non dalle politiche del Governo. E, affinché gli argentini non abbiano dubbi circa il rispetto di Starbucks per i prodotti nazionali, il direttore generale della multinazionale nel Paese, Diego Paolini, ha detto al quotidiano La Nación che "il 70% dei prodotti utilizzati è di origine nazionale" e che il comunicato diffuso su Facebook ha "un errore di redazione". "Abbiamo voluto comunicare ai nostri clienti che abbiamo commesso un errore nelle quantità comprate per soddisfare la nostra domanda, questo ha generato una mancanza che abbiamo dovuto coprire utilizzando un altro fornitore" ha spiegato.
Tutto chiarito, alla fine. Resta il fatto che per ora i clienti di alcuni locali di Starbucks berranno le loro bevande in bicchieri bianchi, senza il logo della multinazionale nordamericana e, nel caso sia sfuggito a qualcuno, made in Argentina.
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