Il Premio Principe de Asturias sarà consegnato nel fine settimana dal Principe Felipe, accompagnato dalla regina Sofia e dalla Principessa Letizia, nel Teatro Campoamor di Oviedo. Riccardo Muti, Premio Principe de Asturias per le Arti, è stato tra i primi ad arrivare nel capoluogo asturiano (ieri sera lo ha fatto Leonard Cohen, premiato per le Lettere, ed è stato un delirio di gaitas e fans) ed è una delle personalità che più entusiasmo hanno suscitato tra i media.
Su La nueva España, uno dei principali quotidiani asturiani, non hanno dimenticato la sua denuncia contro i tagli alla cultura, durante il Nabucco di Verdi, a Roma, la scorsa primavera. E questo è l'articolo che gli dedicano, ricordando l'importante della cultura e facendo parallelismi tra politici che trovano nella cultura il primo settore in cui praticare tagli. In spagnolo potete leggerlo qui
Caro Maestro, la mia idea iniziare era scrivere un articolo su quella notte magica vissuta a metà del passato mese di marzo nell'Opera di Roma, mentre dirigeva il Nabucco di Verdi, con questa sua capacità di trasmetterci come nessuno il legato di uno dei grandi compositori della storia dell'umanità. Quando dirige la sua musica, come quella di Mozart e di tanti altri, riesce a fermare il tempo. Per alcune ore, noi che occupiamo una poltrona in teatro, arriviamo a sentire la bellezza allo stato puro, quella che arriva attraverso i drammi di ribellione che questi geni hanno scritto contro gli abusi del potere, contro le convenzioni intolleranti, contro le oppressioni dei popoli e anche per mostrare gli aneli e le debolezze dell'essere umano.
Quella notte, Maestro, ha fatto un passo avanti e per questo voglio scriverle questa lettera adesso che torna a Oviedo a ritirare il Premio Principe de Asturias delle Arti, adesso che torna a un Paese che, come il suo, è colpito dall'uragano della crisi e al quale tanti vincoli lo uniscono. Quella notte, in quello che era uno degli atti centrali della celebrazione del 150° anniversario dell'Unificazione Italiana, si è ribellato con la sua migliore arma: la musica. Riccardo Muti si era stancato di tacere e aveva alzato la sua voce contro i politici, che lì stavano tanto tranquilli, mentre, impunemente, distruggevano senza freni i teatri dell'opera e i grandi festival italiani, uno dei grandi segni della civiltà europea. Non creda, Maestro, che qui stiamo molto meglio. Le sforbiciate si stanno portando via tanto in Spagna! Ma non pensi che con questi tagli si ottenga qualcosa, al contrario. I risultati, lo sa bene, non sono altro che povertà aggiunta, più disoccupazione e, per di più, il crollo del sale della vita, della cultura, che tutti ci rende migliori. Si distrugge il legato con assoluta impunità. Lo ha detto molto chiaramente a Salisburgo, in un'intervista a questo quotidiano: "I politici stanno approfittando della crisi per generare un disastro culturale". E' tornato a ripeterlo qualche giorno fa in Svezia: "Dobbiamo educare i politici, che non frequentano i teatri". Bel lavoraccio! La rozzezza è la moneta di scambio di buona parte dei nostri politici, gli spagnoli e anche gli italiani, che considerano la cultura come un lusso, non come un legato da preservare e un diritto dei cittadini, raccolto dalle nostre costituzioni, né come un settore economico generatore di ricchezza. E' tremendo. Gli stessi a cui non tremerà la mano per chiudere festivals e cicli di concerto, stagioni di opera o di zarzuela, la saluteranno superbi e addirittura si complimenteranno. Lì è la grandezza della sua lotta, della sua denuncia. Non ha taciuto e questo fa sì che essi rimpiccioliscano al suo fianco! Deve sapere che non è solo. Milioni di cittadini siamo dietro, nella stessa battaglia, e neanche noi taceremo. Almeno bisognerà denunciare ogni taglio, ogni ritardo, perché non si dimentichino i nomi dei responsabili del disastro. Che paghino almeno con la vergogna della storia.
Dopo il suo gesto a Roma, con il teatro in piedi, gridando Viva Verdì! Viva l'Italia! si è fermato il salasso in Italia. I politici, vergognosi, hanno frenato gli abusi. Lo hanno fatto perché il suo potere e la sua autorità emanano da un legato, quello della grande musica, che ha fatto e da personalità alla storia della cultura europea nel suo insieme. E tutto questo è molto più forte di quella truppa di illegali che tanto danno sta facendo. Il Va pensiero è un simbolo, fare il bis, con il pubblico in piedi, è stato un bel gesto che si tarderà a dimenticare. "Oggi sento vergogna per quello che passa nel mio Paese. Se continuiamo così uccideremo la cultura su cui si è costruito il nostro Paese" ha detto dirigendosi al pubblico. E questo clamore è arrivato, attraverso Internet, a tutto il mondo, dall'Opera di Roma.
Arriva a una città in cui la musica è una seconda pelle. La musica definisce la cultura di Oviedo in modo totale: l'opera, la zarzuela, i concerti sono l'anima di una città che ha saputo mantenere viva la fiamma oltre le guerre, crisi e rivoluzioni. E' una tradizione di secoli. Le grandi opere italiane arrivavano qui poco tempo dopo la loro prima. Dal XVIII secolo la lirica è un continuum vitale e dalla fine del XIX secolo e per tutto il XX anche i concerti. In questa città sono stati Maurice Ravel, Bela Bartok, Ottorino Respighi, Paul Hindemith, Sergiu Rachmaninov, Alberto Casella, tra i tanti, nella Sociedad Filarmónica, buona parte dei grandi cantanti d'opera internazionali, dalla Filarmonica di Berlino alla maggior parte delle orchestre di riferimento, i maestri più importanti, anche lei, due volte. Voglio dire con questo che la musica è un bene intangibile di un collettivo. A Oviedo lo è. Per questo è così importante il suo premio, per questo è così valorosa la sua lotta. Grazie, Maestro, per averci dato tanto, per aver saputo parlare con valore mentre altri hanno taciuto. E' stata, è, una lezione di vita.
Il maestro italiano Riccardo Muti, Premio Principe de Asturias de las Artes, è arrivato a Oviedo lunedì pomeriggio. E' stato ricevuto nell'Hotel de la Reconquista dalla direttrice della Fundación Príncipe de Asturias Teresa Sanjurjo, mentre una banda di gaitas gli rendeva omaggio musicale. Ha chiesto se si trattava di strumenti tradizionali e ha accettato di posare al lato dei gaiteros. Poi ha provato con il Coro de la Fundación.
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