Le foto di Iñaki Udangarin e l'Infanta Cristina al funerale del padre di lui, qualche giorno fa, a Vitoria, senza alcun membro della Famiglia Reale presente, sono come il simbolo della solitudine in cui sono stati lasciati i Duchi di Palma di Maiorca da re Juan Carlos. Responsabile di questa solitudine, ovviamente, lo scandalo in cui si trova coinvolto Inaki Urdangarin, grazie agli affari spericolati con le amministrazioni pubbliche delle Baleari e della Comunitat Valenciana, durante la sua presidenza dell'Instituto Nóos; uno scandalo che lambisce l'Infanta Cristina, lasciando la sensazione che se non fosse figlia di chi è figlia sarebbe già stata imputata da un pezzo, come il marito, per frode fiscale e all'amministrazione pubblica, e che, questa è l'impressione peggiore, se non viene fermato in tempo potrebbe arrivare a sfiorare persino re Juan Carlos.
Ma l'immagine della solitudine e dell'isolamento dei Duchi di Palma dalla Famiglia Reale non rispecchia la realtà. Questo almeno sostiene un articolo firmato da Félix Martinez e pubblicato ieri da Zona Critica, il blog collettivo lanciato da eldiario.es, in attesa dell'inaugurazione del sito, a settembre. Secondo il giornalista, la Casa Reale sta lavorando nell'ombra con tre obiettivi precisi: difendere Urdangarin, evitare l'imputazione di Cristina, tenere lontano in tutti i modi il sovrano dallo sccandalo. La scelta dell'avvocato Mario Pascual Vives, che per i più è un oscuro avvocato barcellonese che "come penalista contava finora su un solo caso mediatico, la difesa delle figlie del giudice corrotto Lluis Pascual Estevill nel processo contro il padre, in qualità di responsabili ivili dei reati dell'ex magistrato", non è stata così casuale e non è dovuta al fatto che, senza i ricorsi della casa Reale Iñaki sia dovuto ricorrere a un avvocato meno mediatico (e con meno prestigio).
"Nessuno ha fatto caso che Pascual appartiene a uno studio strettamente legato a La Caixa, al Barça e al gruppo di amici di Josep Piqué, ex ministro di Aznar, presidente di Vueling e uomo con profondo ascendente su Mariano Rajoy" scrive Martinez.
La sua aria falsamente distratta non deve trarre in inganno, avverte il giornalista. "Dietro di lui c'è lo studio Brugueras García-Bragadpo, Molinero & Asociados, scarsamente mediatico, ma molto influente a Barcellona". I soci che danno nome allo studio sono Juan Ignacio Brugueras, che fu presidente della Caixa dels Advocats de Barcelona e vicepresidente del FC Barcelona ai tempi di Maradona; Alejandro García-Bragado Dalmau, segretario e consulente di Aguas de Barcelona, Inmobiliaria Colonial "e, soprattutto, Segretario del Consejo y Asesor Jurídico de Caixa de Ahorros y Pensiones de Barcelona, transformata adesso in Caixabank, e Patrono della Fundación La Caixa, in cui lavora l'Infanta Cristina; César Molinero Santamaría, infine, "è professore di diritto all'Università di Barcellona ed ex redattore de La Vanguardia, il principale quotidiano di Barcellona, oltre che fratello del vicesindaco di Barcellona nella tappa socialista, da Pasqual Maragall a Jordi Hereu".
Nello studio lavorano inoltre vari avvocati dal cognome importante a Barcellona, che garantiscono legami solidi con l'alta borghesia e con i poteri forti catalani. Tra gli ex avvocati dello studio c'è l'Avvocato dello Stato Pedro Ferreras, Sottosegretario all'Industria e all'Energia e quindi presidente della Sociedad Estatal de Participaciones Industriales sotto i Governi Aznar; entrambi gli incarichi politici li ha ottenuti "grazie alla sua condizione di amico personale di Josep Piqué"; quest'ultimo, attuale presidente di Vueling, è arrivato come indipendente ai Governi di José Maria Aznar (è stato anche suo Ministro degli Esteri, è l'uomo dietro la cui testa Silvio Berlusconi fece le corna, credendosi molto spiritoso, in una foto purtroppo non dimenticabile). "E' stato lo stesso Mariano Rajoy a convincerlo a entrare nel PP e a guidare il partito in Catalogna. Piqué accettò e non tardò a entrare nel Governo di Aznar". E continua a essere amico di Rajoy e ad avere tanto ascendente su di lui, che "dopo le elezioni di novembre è suonato come ministrabile per Economia, ma Rajoy ha dovuto fare un doppio favore, uno ai mercati, con la nomina di Luis de Guindos, ex Lehman Brothers, e una all'aznarismo, con la designazione di Cristóbal Montoro come Ministro delle Finanze".
Nello studio che difende Iñaki, insomma, lavorano avvocati con forti vincoli con le istituzioni barcellonesi e con profondi legami politici, in grado di fare pressioni a Madrid e sul partito al Governo. Perché dicano che Iñaki Urdangarin è stato lasciato solo (o che il re non sta lavorando nell'ombra per difendere non tanto il genero quanto se stesso).



















































































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