Può un'Infanta di Spagna smettere di essere tale? La domanda, ancora senza
risposta, gira per la Spagna da quando, stamattina, la rivista Lecturas
ha rivelato, in copertina, che l'Infanta Cristina, secondogenita di re Juan
Carlos, starebbe pensando di rinunciare ai propri privilegi reali per amore del
marito Iñaki Urdangarin, imputato in una brutta storia di frode, malversazione
di fondi pubblici ed evasione fiscale.
Mentre la Zarzuela definisce "comportamento poco esemplare" quello
tenuto da Urdangarin quando, presidente dell'Instituto Noos, utilizzava la sua
parentela con il re per captare fondi pubblici e inviarli all'estero per non
pagare le tasse, l'Infanta Cristina continua a non smarcarsi dal marito. Anzi,
non c'è occasione in cui non gli mostri pubblicamente affetto e sostegno: si è
trasferita per lui a Washington, dove il Re lo ha esiliato per quattro anni,
nella speranza che la tempesta giudiziaria che lo stava raggiungendo non lo
colpisse, ha rifiutato di separarsi da lui, quando per il Re e per la Monarchia
sarebbe stata la soluzione più facile per evitare che lo scandalo coinvolgesse
l'istituzione, ha partecipato ai funerali di suo padre, pochi mesi fa,
nonostante le pesanti assenze della Famiglia Reale, ha rinunciato alle vacanze
estive a Marivent, a Maiorca, dove si riunisce generalmente la Famiglia Reale,
per rimanere a Barcellona, accanto a lui.
Insomma, a questo punto della storia, nessuno spagnolo dubita che Cristina ha
scelto di stare al lato del marito, anche contro la Famiglia Reale. Lo fa per
amore o perché è coinvolta quanto lui nella brutta storia di malversazione di
fondi pubblici? Qui le risposte dipendono da grado di romanticismo di ognuno e
dall'antipatia/simpatia che si può sentire per la Famiglia Reale Spagnola.
Volendo mantenere un certo equilibrio, che è sempre l'opzione migliore, è
probabile siano vere entrambe le cose. Cristina e Iñaki costituiscono una
coppia solida, hanno costruito una famiglia unita con i loro quattro bambini
biondi, non ci sono mai stati pettegolezzi su eventuali reciproche infedeltà (a
Washington ci hanno provato, attribuendo al Duca di Palma un'amicizia troppo
intensa con una signora russa, ma non ci ha creduto nessuno ed è convinzione
comune che sia stato un tentativo di separare Cristina dal marito, almeno
attraverso un tradimento sentimentale), in questi mesi in cui i paparazzi hanno
continuato a seguirli, si sono visti sulle spiagge atlantiche e sui Pirenei
spagnoli sempre con sguardi sorridenti e gesti complici. L'amore continua a
esserci, è evidente. Ed è anche chiaro che Cristina non poteva non sapere dei
loschi maneggi del marito, all'aver avuto con lui varie società in comune,
essendo stata consigliere di queste società e avendo ricevuto anche sui suoi
conti correnti personali versamenti provenienti dall'Instituto Noos.
Nel rifiuto di Cristina di divorziare dal marito non è difficile vedere
entrambe le componenti, insomma: è innamorata, sapeva, ha avuto i suoi
vantaggi, non vuole che il marito rimanga da solo a pagare colpe che lei non ha
denunciato a suo tempo.
Così, per evitare ulteriori imbarazzi al padre e al fratello, Cristina starebbe
pensando di lasciare la sua condizione di Infanta di Spagna. Ma può un'Infanta
smettere di esserlo? Non ci sono casi del genere, a memoria d'uomo. Abbiamo
visto aristocratici rinunciare ai loro diritti dinastici, il caso più famoso
della storia è quello di del re britannico Edoardo VIII, che abbandonò il trono
per una signora americana e divorziata, Wallis Simpson; ci sono anche casi più
recenti, come quello della principessa Martha Louisa di Norvegia, che ha
rinunciato ai suoi diritti di successione e al trattamento di Altezza Reale;
nella stessa Spagna le Infante Pilar e Margarita, le sorelle del Re, hanno
rinunciato ai loro diritti dinastici, pur mantenendo il titolo di Infanta e il
trattamento di Altezze Reali.
Sembra che la Costituzione spagnola preveda anche al possibilità di rinunciare
al titolo di Infanta/e di Spagna e al conseguente trattamento di Altezza Reale,
ma manca una Legge Organica con cui attuare le indicazioni della Costituzione,
per cui prima della rinuncia di Cristina dovrebbero agire Governo e Parlamento.
Troppo tempo per i tempi ristretti della Famiglia Reale, che ha bisogno di
sganciarsi da Iñaki Urdangarin prima che vada a processo per i reati di cui è
accusato, affinché non si possa dire che un membro della Famiglia Reale si è
seduto per la prima volta sul banco degli imputati. Però, il fatto che Cristina
stia pensando di rinunciare a titoli e diritti successori dà idea di
quanto intenso sia il suo legame con il marito.