I festeggiamenti per il Bicentenario della Costituzione del 1812 si sono conclusi a Cadice con la prima mondiale di La Pepa, il nuovo spettacolo della bailaora Sara Baras. E' uno spettacolo a suo modo storico nella carriera della bailaora gaditana: è il suo ritorno sui palcoscenici dopo la pausa volontaria per la maternità.
La Pepa, presentato nel Gran Teatro Fallas, il teatro simbolo di Cadice, è il suo omaggio alla Costituzione del 1812. "La Pepa respira libertà e il flamenco è pura libertà" ha detto Baras ai media. E così la bailaora ha spiegato l'opera, che ha scritto, diretto e prodotto, perché "l'avevo dentro senza saperlo": "E' un percorso per la Cadice del 1800 e con una transizione per arrivare alla Cadice del 2012. Si inizia con la Guerra d'Indipendenza (così gli spagnoli chiamano le guerre contro Napoleone NdRSO), per mettersi poi nel porto di Cadice, in cui si vedono il commercio marittimo e le cose che rappresentano la Cadice del tempo, come la vendita della seta, le marionette, i caffè in cui si leggeva la stampa… E' importantissimo il ruolo dei quotidiani, abbiamo inserito uno zapateado dedicato ai quotidiani e si vedono anche queste signore che facevano riunioni nelle case private per parlare di politica. Riunioni in cui la Pepa è anche una di queste signore che permettono si possa parlare, dire e discutere di quello che volevano; si vede anche l'influenza delle idee che vengono dall'altro lato dell'Oceano…" Nello spettacolo di questa Cadice laboriosa, vivace, liberale, tollerante e aperta, Sara Baras rappresenta la Pepa, la Costituzione del 1812, la speranza di una nuova Spagna.
Per dare maggiore sentimento gaditano allo spettacolo e alla sua produzione, la bailaora ha voluto accanto a sé persone di Cadice e della sua Bahia (essere della Bahia è anche un sentimento: lo si capisce solo a Cadice): "Abbiamo bailaores di San Fernando, Chiclana, El Puerto de Santa María" ha spiegato "per imprimere il carattere di qui e per darle maggiore sentimento".
Lo spettacolo ha raccolto critiche positive e si parla di un nuovo triunfo della bailaora gaditana. Queste sono le ultime righe della recensione di deflamenco.com: "(…) E arriviamo così alla fine dell'opera. Una voce in off della stessa artista ci racconta cosa significhi per lei La Pepa: "(…) voce del popolo in forma di donna e respira libertà". Sara Baras appare materializzata come una statua e su un piedistallo, in quella che è l'immagine più rappresentativa dello spettacolo. Al compás di alcune alegrías, la scultura prende vita e danza all'estasi. Estasi storico per l'ottenimento della fiammante Costituzione ed estasi personale all'aver ritrovato il proprio pubblico. Questo spiega la dimostrazione di potere nel suo ultimo ballo, sottolineato da bulerías potenti. In un'ora e quarantacinque minuti, Baras sviluppa la sua visione di quell'universo, sostenuta da una scena efficace, costumi d'epoca molto curati e luci spettacolari. Il passato viene gestito con sapienza e ci lascia come ciliegina la melodiosa voce di Saul Quirós. La musica di Baldomero funziona. Il corpo di ballo di tredici bailaores, cinque uomini e otto donne, risolve magnificamente. Inoltre alcuni versi alludono alle tematiche rappresentate. Insomma, un'opera ben costruita, con tutti gli elementi per diventare l'ennesimo successo commerciale nella carriera di Sara Baras".
La Pepa sarà in replica al Gran Teatro Fallas di Cadice fino al 23 marzo, poi partirà per una tournée di due anni in Europa ed Iberoamérica. Si spera ci sia anche l'Italia tra le tappe future.
Alcune immagini dello spettacolo, da cadiz2012.es, il sito ufficiale dei festeggiamenti del Bicentenario, in cui potete trovare programmi, iniziative e appuntamenti per questo 2012 del Bicentenario della Pepa; altre immagini anche su deflamenco.com, al link già indicato.



