Alessandro il Grande è uno dei miei eroi. Me ne innamorai al liceo, quando nelle ore di storia spiegavano le sue ansie di gloria e di infinito, i suoi desideri di conoscenza e di onori e questo suo impero in cui i Greci non erano più uguali degli altri. A 15 anni quello che avrebbe potuto essere esercita sempre un grande fascino. Ricordo di aver letto tutto il possibile su di lui e di aver cercato le Vite parallele di Plutarco solo per leggere la sua e che tristezza allo scoprire che mancava il paragone tra la sua vita e quella di Cesare! Tante letture ebbero anche la loro utilità: a volte il greco è una lingua incomprensibile e per quanto uno ci provi, non ce n'è. Se mi capitava una versione su Alessandro, e capitava, non potevo incartarmi su qualche parola, sapevo già dove andava a parare la storia.
Su El Pais di oggi c'è una bella intervista a Robin Lane Fox, autore di Alessandro Magno. Conquistatore del mondo, 800 pagine sull'eroe dell'antichità più imitato e più ammirato. "Alessandro è la mia vita" confessa all'autore dell'intervista. Eccone alcuni passaggi.
- Era davvero così coraggioso e correva tanti rischi?
Sì, lo provano le sue molte ferite. Questo atteggiamento e questo valore erano cruciali per il suo successo. Alessando si metteva sempre davati al pericolo. Non aveva paura.
- Ma si può dirigere una battaglia, combattendo allo stesso tempo?
Alessandro basava la sua strategia in movimenti rapidi, creava un punto debole nel nemico, un punto di frattura e concentrava l'attacco lì. Iniziava con uno schieramento degno degli scacchi, che mostrava e apriva questa debolezza del rivale e allora si lanciava, guidando l'attacco.
- Allora non poteva rivedere il piano
No, era tutto o niente, non c'erano mezze misure. Bisogna ricordare che contava su truppe enormemente professionali e ottimi ufficiali, guidava l'esercito creato, addestrato e provato da suo apdre Filippo
- Ma poteva morire in qualunque momento
Ovviamente, è stato molto fortunato. Però in India, nel Punjab, sulla muraglia di Multan...
- La stessa Multan Sikh dell'assalto britannico del 1849, dopo gli assassinii di Agnew e Anderson?
Esatto, anche Alessandro, ai suoi tempi, ha assaltato la città, una fortezza temibile. Impaziente per il lento progresso dei suoi uomini, prese una scala d'assalto esi arrampicò lui stesso fino alla cima, seguito da uno dei suoi veterani che imbracciava il supposto scudo sacro di Achille, preso dal re a Troia. Il fatto è che la scala si ruppe, lasciando l'eroico ma irresponsabile Alessandro isolato sulla cima delle mura e quasi solo all'attacco. Iniziò a dare colpi a destra e a manca, ma un arciere lo colpì con una freccia di un metro al petto. Si immagini la scena. Si salvò perché finalmente le sue truppe riuscirono a raggiungerlo, ma la ferita fu molto grave, probabilmente gli perforò un polmone. Ma questo era lui, energia, impulso, coraggio, incoscienza... Se sei così, che esempio sei per i tuoi soldati! questo spiega la devozione che suscitava, unica. Gli uomini lo veneravano e lo seguivano dappertutto. E' certo che non è l'uomo a cui affideresti i tuoi risparmi, troppo audace, anche se potrebbe renderti ricco...
- Pierre Briant, eminente specialista dle mondo persiano, mi ha detto che in realtà Alessandro lottava molto protetto, che prendeva pochi rischi, insomma
Be', Briant è francese. Le ferite e la natura di Alessandro dicono il contrario. Briant avrebbe dovuto vederlo quel giorno sulla muraglia della fortezza indiana! Filippo era uguale. Flippo è sottovalutato, ma è stato lui che ha creato l'esercito usato da Alessandro, era un grande militare. Filippo e Ottaviano Augusto sono i due grandi organizzatori del mondo antico.
- Dicono che Alessandro fosse molto bello
Bello? nelle immagini lo era e possiamo crederci o meno. Era basso. Forse aveva grandi occhi o li esageraba. Le donne lo amavano e anche alcuni uomini. Ma non amerebbero anche noi due se fossimo re potenti?
- Lo hanno definito il James Dean dell'antichità, cosa ne pensa?
Ha il suo punto, ma perché non il Douglas Fairbanks? qualcosa di una star lo aveva, ha anticipato Hollywood, ma Alessandro non era un attore. Era un re
- Come crede che sia morto?
Questo è un problema, in Alessandro niente è semplice, neanche la sua fine. Da quando si è ammalato a quando è morto sono passate due settimane. E' un chiaro indizio che non fu avvelenato, sarebbe stato trppo rischioso dargli qualcosa che non lo uccidesse subito. L'ipotesi di assassinio servì a quelli che aspiravano a succedergli per accusarsi a vicenda.
- L'alcol, forse? era un grande bevitore
Sì, ma non quando dirigeva il suo esercito. Una tradizione attribuisce la sua morte ai suoi vizi. Non sono mai stato d'accordo. Secondo me è morto per cause naturali. Era un uomo devastato dagli sforzi, aveva nove ferite in diverse parti del corpo. La verità è che non possiamo sapere davvero cosa sia successo. Nel libro ho analizzato tutte le ipotesi
- Sorprende in Alessandro l'equilibrio tra la veemenza e il calcolo politico
Alessandro era impetuoso, questa era la sua natura, ma era anche molto intelligente. Era rapido nel capire le situazioni, il suo modo di trattare la famiglia di Dario, i sacerdoti egizi, il restauro dei monumenti, la magnanimità dimostrata con il nemico che si arrende... c'è in questo generosità, senza dubbio, ma anche molta intelligenza, molta arte del potere. La decisione di incorporare iraniani nell'Amminsitrazione dell'Impero, l'idea di creare un Impero dei migliori senza considerare le loro origini geografiche è stato molto inusuale, molto intelligente. Era anche un conquistatore, chiaro, ma è un errore vederlo solo come un uomo di rischi, un avventuriero
- Parliamo della sua vita sessuale
A alcuni storici piacerebbe che avesse amato solo uomini, ragazzi ed eunuchi. Ma amò entrambi i sessi. Si innamorò di Rossane e di Efestione, ebbe amanti appassionati, due ulteriori spose persiane e dormì con una regina indiana. Mortale fortunato! dicono anche che sia andato a letto con un'amazzone, ma questo lasciamolo alle leggende.
- Allora la storia di Alessandro icona dei gay...
La realtà è più poliedrica, era giovane, vitale, conquistatore del mondo, poteva portarsi a letto chi voleva e lo faceva. E' vero che Efestione è stato probabilmente la relazione davvero più importante della sua vita
- Alessandro si ricreava letterariamente? si rimodellava?
La gente lo fa. La gente cambia la sua vita e la rimodella sulla letteratura. Lui scelse l'ideale dell'eroe omerico. A Troia fece aspettare l'esercito per rendere omaggio ai suoi modelli. Corse nudo fino alla tomba di Achille. E' l'atto di un romantico. Non era solo propaganda, la Macedonia era un regno omerico, in cui tutte queste storie erano molto sentite. La Macedonia non era Atene
- Che piani aveva, se avesse potuto, fin dove sarebbe arrivato?
Voleva tutto, voleva arrivare fino ai confini del mondo, esplorare e conquistare i quattro angoli del mondo. Va ad Est pensando che l'India sia la fine del mondo, il suo passo seguente era ovviamente l'Ovest. Ma la sua geografia era cattiva, in India pensava di essere vicino all'Egitto e confuse l'Hindu Kush con il Caucaso di Prometeo
- Conquistare tutto ma perché?
Perché era glorioso, per questo si dà il nome alle città, lui chiamò Alessandria più di venti. Per essere immortali
- Aveva letto molto Omero
Troppo letteralmente
- Il suo collega Bosworth, nel suo libro Alexander and the East pone l'accento sull'orrore delle campagne di Alessandro e lo descrive come un vero genocida. Dice che aveva una "terribile efficienza nelle stragi"
A Bosworth non piace Alessandro. Alessandro non cercava il massacro. Non era un despota corrotto dalle sue grandi conquiste. Se ti arrendevi avevi onori, si mostrò implacabile solo con quelli che si ostinavano a resistergli, quelli che mettevano in dubbio la sua grandezza
- Un guerriero, un conquistatore, sono cose che giocano contro di lui
Non ci piacciono la conquista, i morti, ma nel mondo di Alessandro la conquista era la gloria. Nel mio libro faccio una reinterpretazione di Alessandro dal punto di vista della sua stessa moralità. Non dal nostro punto di vista moderno, vegetariano e pacifista. La sua identità omerica, la sua identificazione con Achille non erano irrilevanti. Condivideva questi valori eroici. Non ha senso criticare Alessandro in base ad alcuni valori morali che, semplicemente, allora non esistevano. Bisogna guardare il mondo con i suoi occhi. Per anni è stato di moda descrivere Alessandro piccolo e non grande, Alessandro il Piccolo, che errore, che truffa!, e il suo impero un regno del terrore. ma Alessandro non era né Stalin né Hitler. Gli anni 50 hanno proiettato su di lui i loro timori., Ma se leggi quei libri ti chiedi, perché la gente lo seguiva? com'è che molti si sentivano affascinati da questo tipo? Per questo ho scritto il mio libro, per spiegarlo. Alessandro era un genio, un uomo straordinario, come sapevano tutti nel suo tempo., Mi hanno rimproverato un punto di vista di inglese nostalgico dell'Impero Britannico. Ma non vedono che Alessandro non era un imperialista né un colonialista. Le interpretazioni cambiano, ma l'antichità no e non dobbiamo tradirla.
- C'è qualche figura paragonabile ad Alessandro?
Nell'antichità? hanno suggerito Annibale. Il paragone con Giulio Cesare è interessante, ma lui non aveva la stessa forza sull'esercito, non era un re. Dopo l'antichità... No, Alessandro era così speciale, tanto capace... Aveva un occhio geometrico, stupendo per il terreno, per itnerpretare il modo di muoversi e lottare su di esso.. Per me il migliore, senza dubbio


Ultimi commenti