Un gruppo di ricercatori spagnoli ha identificato la molecola utilizzata dal virus dell'AIDS per diffondersi nell'organismo e ha fatto così un importante passo verso la cura della malattia e la preparazione di un vaccino.
Lo studio, pubblicato dalla rivista Plos Biology, è stato realizzato dagli scienziati dell'Instituto de Investigación del SIDA (l'acronimo spagnolo per AIDS) IrsiCaixa, guidato dal professor Bonaventura Clotet, uno dei massimi studiosi europei della malattia. I ricercatori spagnoli hanno scoperto che il virus porta con sé alcune molecole, chiamate gangliosidi, che utilizza per penetrare nelle cellule dendritiche. Queste cellule servono generalmente per catturare e ridurre in pezzi i virus patogeni, che vengono così trasportati fino ai gangli, dove vengono distrutti e viene messa fine alle infezioni che essi procurano.
Il virus dell'AIDS agisce invece come una specie di Cavallo di Troia: attraverso i gangliosidi penetra nelle cellule dendritiche e arriva fino ai gangli; qui rivela la sua identità e distrugge il sistema immunitario, attaccando i linfociti T CD4.
Gli studiosi spagnoli non solo hanno identificato la funzione dei gangliosidi, ma hanno anche dimostrato che eliminandoli le cellule dendritiche non possono più assorbire l'HIV. La scoperta dà una nuova direzione alla ricerca dei farmaci con cui combattere la malattia e alla realizzazione del vaccino: adesso, infatti, i ricercatori continueranno il loro lavoro per elaborare un farmaco che blocchi l'interazione tra il virus e le cellule dentridiche e che sia complementare a quelli già esistenti, che non liberano dalla malattia né distruggono il virus, ma ne frenano l'evoluzione. Potranno inoltre elaborare un vaccino, sfruttando una nuova via d'ingresso, quella dell'interazione tra il virus e le dentridiche, per inserire gli agenti immunogeni, affinché il sistema immunitario sviluppi la resistenza al virus.
Il dottor Bonaventura Clotet ha ipotizzato un periodo di tre anni prima dell'arrivo dei primi farmaci, che si stanno già provando sulle cavie.
La scoperta dei ricercatori dell'IrsiCaixa arriva poche settimane dopo la riduzione del 30% dei finanziamenti del Governo al Plan Nacional de Investigación. E' una riduzione che rientra nel piano di austerità promosso dal Governo di Mariano Rajoy (ma sensibili riduzioni dei finanziamenti erano iniziate già con l'ultimo Governo Socialista di José Luis Rodriguez Zapatero) e che però danneggia seriamente la ricerca spagnola: "L'eccellenza che abbiamo raggiunto nella ricerca non l'abbiamo ottenuta in due giorni, ma tutto può essere perduto in due giorni" ha ammonito Clotet nella conferenza stampa in cui è stata presentata la scoperta.
IrsiCaixa è finanziata al 40% da fondi statali ed europei e al 60% dalla Obra Social La Caixa, dal la Generalitat de Catalunya e dalla casa farmaceutica Esteve.
La riduzione dei finanziamenti pubblici ha, tra i suoi risultati devastanti, anche il freno della ricerca, con il danno al benessere dei cittadini che anche questa importante scoperta spagnola ci lascia immaginare.






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