La Noria va in onda su TeleCinco, il sabato notte. E' uno di quei tipici programmi della tv spazzatura che tutti giurano di non vedere e che però trionfano nelle loro fasce orarie, costringendo le tv avversarie a correre in qualche modo ai ripari. Non chiedetemi spiegazioni sul suo successo, io davvero non l'ho mai vista, se non per pochi minuti e di passaggio; non riesco a reggere di più, causa argomenti trattati, che si meritano quasi sempre un chissenefrega, ed espressione ipocritamente partecipe del conduttore, Jordi Gonzalez. E' la tipica trasmissione della tv spazzatura di TeleCinco, un canale che ha inventato alcune delle più popolari serie spagnole, da 7 vidas a Los Serrano fino a Sin tetas no hay paraiso. Da qualche tempo Paolo Vasile, l'uomo di Silvio Berlusconi a TeleCinco, ha deciso di berlusconizzare la tv spagnola: sparite le serie tv, è il trionfo dei reality show che mostrano carne, dei magazines pomeridiani urlati, di ore e ore di trasmissione riempiti con commenti sui reality-shows, come se in questo vi andasse la vita (veramente litigano e quasi si scannano perché Tizio è innamoratissimo, è evidente, e Caia fa la gatta morta per farlo impazzire, ma si sa benissimo che è un'ipocrita).
La Noria segue questo stile. Si basa su interviste a VIPs che raccontano le loro miserie, su litigate di pseudogiornalisti che si scannano su eventi della vita sociale del Paese. Insomma, è un becero programma della becera tv spazzatura di cui TeleCinco è diventata maestra. Ma.
Un paio di settimane fa La Noria ha commesso un errore che potrebbe costare la sua chiusura e una rivoluzione nella tv commerciale spagnola. Ha pagato 10mila euro per intervistare Rosalía García, la madre di Francisco Javier García Marín, detto El Cuco, un minorenne sivigliano implicato nel delitto di Marta del Castillo, un'adolescente uccisa un paio di anni fa e il cui cadavere non è mai stato ritrovato. In questi giorni è in corso a Siviglia il processo a Miguel Carcaño, l'ex fidanzatino, maggiorenne, che ha confessato l'omicidio di Marta, dopo una litigata finita male, e che, con grande freddezza, non ha mai rivelato dove ha nascosto il corpo della ragazzina, implicando e/o proteggendo, di volta in volta gli amici della comitiva di Marta. El Cuco è stato condannato per aver aiutato Miguel a nascondere il corpo di Marta, ma è fortemente sospettato di aver partecipato anche al suo assassinio.
Il delitto di Marta del Castillo ha colpito profondamente gli spagnoli; nell'inverno del 2009, prima della confessione di Miguel, mezzo Paese ha sperato che Marta fosse fuggita di casa, in una delle follie dei suoi 16 anni; dopo, mezzo Paese si è appassionato, complici i programmi della tv spazzatura, alla ricerca del suo corpo, mentre i suoi genitori invocavano l'inserimento dell'ergastolo nel Codice Penale spagnolo e incontravano anche José Luis Rodriguez Zapatero. Il processo a Miguel è seguito quasi in diretta da tutte le televisioni spagnole, in una mescola di cronaca e voyeurismo che dovrebbe far riflettere su limiti ed etica del giornalismo moderno.
L'intervista de La Noria alla madre di El Cuco e la cifra pagata alla donna non sono passate inosservate e hanno suscitato feroci polemiche. L'indignazione sulle reti sociali è passata all'azione perché "è ripugnante che ci siano programmi televisivi capaci di pagare delinquenti e i loro familiari perché parlino dei loro delitti". Così il giornalista Pablo Herrero ha lanciato un manifesto dalla piattaforma Actuable. "Siamo consapevoli che gli inserzionisti non scelgono sempre deliberatamente di apparire in un programma, ma che molte volte comprano un numero determinato di spot in una catena o in una fascia oraria, senza chiedere specificatamente che siano trasmessi in detto programma. Però ogni cliente ha sempre la possibilità di esigere che i suoi annunci non vengano emessi in un determinato programma. E siccome siamo sicuri che anche voi condanniate cose così ripugnanti come l'intervista di ieri, e che non volete che l'immagine del vostro marchio serva a finanziare e ad appoggiare i criminali e i loro familiari, vi chiediamo: 1 di chiedere scusa per aver finanziato involontariamente un contenuto televisivo così immorale 2 di non far trasmettere più i vostri spot ne La noria né in altri programmi che paghino i delinquenti o i loro familiari per parlare dei loro delitti" si legge nel manifesto, che, nelle righe successive assicura che se le marche non risponderanno come si aspettano i firmatari, si passerà a boicottare i loro prodotti.
E non è stato uno scherzo, ma in poco più di un paio di settimane, una a una, tutte le grandi marche hanno lasciato La Noria. Nestlè, L'Oreal, Vodafone Espana, Donuts, Bayer, Campofrío. Tutte hanno detto adiós alla trasmissione, nel terrore di essere associate ai suoi contenuti e alla sua immagine sempre più negativa. Sabato scorso il programma è andato in onda con un solo spot, di una vedente, e vari spot interni di TeleCinco, con pause pubblicitarie di solo un minuto (in Spagna la pubblicità va avanti anche per 10-15 minuti, soprattutto nei programmi più popolari).
Su La otra crónica di El Mundo Jordi Gonzalez ha difeso la scelta di intervistare la madre di El Cuco parlando di libertà d'espressione, ma dalle reti sociali esultano. E' evidente che senza spot pubblicitari La Noria è un programma morto, destinato alla chiusura.
Paolo Vasile si trova adesso una bella gatta da pelare. I palinsesti di TeleCinco assomigliano pericolosamente a La Noria, di fatto la tv è costretta a pagare ogni anno vari milioni di euro di danni ai VIPs che fanno causa per le insinuazioni lanciate su di loro nei programmi urlati del pomeriggio. A reggere palinsesti così beceri, che hanno preso da tempo le distanze dalla tv di qualità, sono solo gli ascolti, che premiano la tv berlusconiana, sempre in lotta con TVE1 per assicurarsi la palma di tv più vista di Spagna. Ma se gli inserzionisti iniziano a boicottare determinati programmi che fare? Per ora la tv di Berlusconi ha annunciato ufficiosamente la chiusura di Enemigos Intimos e di Resistiré, vale?, che si muovono sulla stessa linea di La noria.
La rivoluzione che si porterà via la tv spazzatura pare sia iniziata ed è stata voluta dal web. Che giustamente esulta.
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