Lo zoo Villa Dolores di Montevideo, nell'Uruguay, è stato chiuso. Ma non pensate a una decisione definitiva o a una vittoria degli animalisti. La chiusura è un gesto d'affetto, umanitario, si potrebbe dire, nei confronti della 62enne elefante Yothi, uno degli animali più popolari dello zoo della capitale dell'Uruguay. L'animale è affetto da una malattia articolare irreversibile e potrebbe star vivendo le sue ultime ore. Affinché possa morire in pace, con tranquillità, seguita dall'equipe di veterinari che la sta curando, lo zoo è stato chiuso.
Yothi è parte della storia dello zoo di Montevideo. E' arrivata nel 1969, con il suo compagno, perché il Brasile, sua destinazione originaria, aveva chiuso le frontiere; poi ha partorito Leo, il primo elefante nato nell'America del Sud, e 28 anni fa è rimasta vedova del suo compagno, morto a 31 anni; ogni avvenimento della sua vita è stato seguito con affetto dai media locali, grazie all'enorme popolarità che le ha regalato l'essere la mamma di Leo.
Adesso spiega il direttore dello zoo Fernando Cirilo, la sua malattia si è aggravata. "La stiamo trattando con antiinfiammatori e analgesici e lei passa molto tempo in una vasca, in cui si sente alleviata perché sente meno il suo peso. La sua malattia è irreversibile e riguarda le sue zampe; è un'artrosi, una malattia che deforma le ossa. A causa del suo peso, circa 5 tonnellate, le fa sentire molto dolore quando cammina, non riesce a sostenersi. E' una malattia comune sia tra gli elefanti in cattività che tra quelli liberi nella natura".
Dopo tre anni, la malattia di Yothi è arrivata alla sua tappa finale e lo zoo sta prendendo tutte le misure per facilitarle gli ultimi giorni di vita, non solo c'è la vasca in cui sente meno i suoi dolori, ma lo spazio intorno è stato coperto di sabbia, in modo che risulti più morbido. "E' il ciclo della vita, che comprende anche la morte" ha detto ancora il direttore dello zoo "Dobbiamo accettarlo, è così per tutti gli esseri viventi".
Ma è probabilmente la prima volta che viene chiuso uno zoo per assistere uno degli animali più significativi della sua storia e per regalargli una morte gentile e dignitosa.
