TeleCinco di nuovo nella bufera e di nuovo per la sua tv-spazzatura e la sua
peculiare forma di difenderla.
Bisogna tornare a un anno fa, quando il programma La noria, ammiraglia
della tv gridata, ha intervistato Rosalía García, madre di uno degli imputati
dell'assassinio di Marta Del Castillo, pagandola con 9mila euro. Il delitto di
Marta Del Castillo, una 17enne sivigliana uccisa da un ex fidanzato e un
amico, e il cui corpo non è mai stato ritrovato, ha commosso profondamente
l'opinione pubblica spagnola; per punire i responsabili della sua morte si è
arrivati a ipotizzare l'introduzione dell'ergastolo nel Codice Penale, a
Siviglia ci sono state numerose marce di solidarietà con la famiglia. Insomma,
l'opinione pubblica spagnola è molto sensibile su questo tema, per cui che
Telecinco abbia pagato 9mila euro alla madre di uno degli assassini della
giovane, non è affatto piaciuto e ha suscitato molte proteste.
La più efficace è stata quella del blogger Pablo Herreros, che aveva lanciato
un appello su internet affinché gli inserzionisti dei blocchi pubblicitari de La
noria si ritirassero, per non essere confusi con un programma "che
paga gli assassini per intervistarli". L'appello era stato firmato da
decine di migliaia di persone in poche ore e aveva superato i confini del web,
tanto da convincere alcuni dei più grandi marchi presenti in Spagna, da L'Oreal
a Vodafone, a ritirare i propri spot dal programma. Era stato come uno
stillicidio, perché praticamente ogni settimana qualche grande marchio
annunciava il proprio forfait, il ritiro dei propri spot da La noria e
si vedevano i blocchi pubblicitari di questo programma sempre più poveri e
sempre più pieni di contenuti di Mediaset.
La noria aveva resistito come aveva potuto, poi era stata chiusa, non
tanto per la perdita di pubblicità, quanto per la cattiva immagine che dava
alla catena un programma così gridato e associato alla tv-spazzatura.
Avevamo praticamente dimenticato quest'incidente quando TeleCinco è tornata
all'attacco, pensando bene di denunciare Pablo Herreros, per minaccia e
coazione. Nell'appello rivolto ai marchi, Herreros chiedeva di non permettere
l'emissione dei loro spot in programmi "che paghino i delinquenti o le
persone a loro vicine per parlare del loro delitto" e fin qui tutto bene.
Quello che TeleCinco non può accettare è che Herreros abbia sostenuto che
"se non aderirete alla nostra proposta, continueremo a esigervelo in
futuro e promuoveremo il boicottaggio dei vostri prodotti". Secondo la
catena tv, questa frase contiene una minaccia perché considera che nel diritto
alla critica e alla libertà di espressione, che assicura rispettare, non è
compreso "cercare di imporre un determinato comportamento a un terzo che
possa causargli pregiudizio". In questo punto, secondo Mediaset, c'è il
dolo di Herreros. "Criticare è legittimo, accettiamo il gioco. Ma quando
si supera la frontiera dell'opinione, si può entrare nel terreno del
reato" spiega TeleCinco in un comunicato.
Solo che anche quest'azione sembra essere diventata un boomerang per la
televisione.
Adesso è toccato a Mario Tascón lanciare u nuovo appello agli inserzionisti di
TeleCinco, per chiedere loro di ritirare la loro pubblicità fino a quando non
verrà tolta la denuncia contro Pablo Herreros. "Ti chiedo di firmare
questa petizione per chiedere ai principali marchi presenti nella catena,
L'Oreal, P&G, Ferrero, Trivago, García Carrión, Carrefour, ecc, di far
vedere a TeleCinco quanto sia tremendamente ingiusta quest'azione e di ritirare la loro pubblicità fino a quando
Telecinco non ritirerà la sua denuncia contro Pablo". In meno di un giorno
hanno firmato la petizione ben 20mila persone e il anno all'immagine di TeleCinco
si trova nelle parole seguenti dell'appello di Mario: "Questi marchi non
possono contribuire a finanziare una catena che perseguita i cittadini che
lottano per un mondo migliore, non possono dare un euro in più a chi vuole
mettere il denaro davanti alla morale, non possono contribuire con la loro pubblicità
al linciamento di una persona buona come Pablo".
Il successo di quest'appello è stato tale che TeleCinco si è vista costretta a
emettere il comunicato in cui spiega che la denuncia non contesta la libertà di
espressione e di critica di Herreros, ma le minacce da lui espresse contro gli
inserzionisti se non avessero adottato un certo tipo di comportamento.
Praticamente TeleCinco contesta ai consumatori la libertà di mettersi d'accordo
per non comprare un determinato prodotto perché non rispetta certi valori.
Insomma, state attenti, se organizzate un boicottaggio a una grande casa,
perché i suoi prodotti, per esempio, non rispettano certi parametri ambientali,
la starete minacciando, dunque potreste essere denunciati, secondo la logica di
TeleCinco.
Pablo Herreros dovrà dichiarare davanti ai giudici il 4 dicembre.