L'Italia compie 150 anni, Torino è stata la sua prima capitale, dunque El viajero, supplemento di viaggi di El Pais, invita a visitare il capoluogo piemontese nella sua rubrica 24 ore a. Adesso, come si possa proporre di visitare una città in 24 ore è un mistero, però abbiamo fede.
L'articolo ci risparmia gli stereotipi di Torino grigia e industriale, cerca di scoprire i tesori artistici della prima capitale, ma non evita varie atrocità, per cui si invitano gli amici spagnoli a munirsi di cartina e a lasciar perdere la maggior parte delle indicazioni topografiche dell'autore dell'articolo. Tra le varie assurdità, che comprendono una cattedrale gotica, una Mole Antonelliana di ferro e cristallo, la peggiore di tutte, lo so, è la granata che è in me che parla, è quella che definisce il Grande Torino scomparso a Superga, la squadra che precedette la Juventus. Vogliamo allora dire che l'Atlético Madrid è l'antecessore del Real Madrid, che l'Espanyol lo è del Barça e il Betis del Sevilla?!
La cosa è piuttosto indignante e a far fare la pace con El viajero ci pensano i lettori, che commentano l'articolo e che a quanto pare conoscono Torino (o perlomeno la storia del calcio) meglio di Carlos Pascual, che firma l'ineffabile articolo. Non solo, infatti correggono l'imperdonabile errore, ma prendono in giro l'autore anche per il modo sbrigativo con cui descrive Porta Palazzo e che spiega perché sia possibile vedere tutto quello che propone in sole 24 ore e sopravvivere al tentativo.
Ecco l'articolo tradotto, in spagnolo è qui.
Quest'anno Torino è la primadonna (in italiano nel testo, anche se non tutto attaccato NdRSO). Si celebra il 150° anniversario dell'Unità d'Italia ed è stato lì dove Cavour, Garibaldi e quattro visionari in più hanno dato vita al Risorgimento (quattro visionari in più… mah! NdRSO), che avrebbe portato a unificare la nazione sotto la Corona dei Savoia. Torino fu capitale della nuova Italia tra il 1861 e 1864. Poi il governo fu trasferito a Roma (salta Firenze, ma non importa NdRSO), ma sarebbero venuti ancora giorni gloriosi per l'antica Augusta Taurinorum dei romani. Contadini del nord e del sud arrivavano in cerca del lavoro a giornata, il prete don Bosco insegnava un mestiere ai piccoli delinquenti ed Edmondo De Amicis offriva loro esempi da seguire nel Cuore. Lo stesso anno della rivoluzione russa (1917) si apriva la fabbrica d'auto della FIAT e le Topolino e un neorealismo da cinema inondavano le strade della città del Po, nebbiosa e lavoratrice.
Un volto diverso rispetto allo stereotipo latino, ma non per essere industriale e colta meno sibarita: non solo ha fabbriche e tesori barocchi di Guarini o Juvarra, ma ha anche inventato la radio e il vermouth, e vanta una squadra come la Juventus e di avere nella sua dieta i tartufi più cari del mondo (tutti a mangiare tartufi tutti i giorni, cari torinesi, neh! NdRSO) e un cioccolato gianduja superiore (dicono) agli svizzeri (il dicono, aggiunta che tradisce la nazionalità dell'autore, fa un po' ridere: il gianduja gli svizzeri non ce l'hanno dunque, non si possono fare paragoni con una cosa inesistente… NdRSO). Dal 17 marzo, quando sono iniziate le celebrazioni dell'anniversario, il capoluogo del Piemonte torna ad essere, a titolo onorario, capitale d'Italia.
ore 9.00 Sacra Sindone
Prima di tutto bisognerà fare la Torino Card (20 euro quella di due giorni), che apre le porte a musei e tram. Ed entrare diretto al cuore, cioè, piazza Castello, lì c'è il Palazzo Reale, che quest'anno riapre le Sale del Trono e del Consiglio. Al lato c'è Palazzo Madama, capolavoro di Filippo Juvarra (che ripeté il disegno nel Palazzo Reale di Madrid) (non è esattamente così, i disegni sono molto diversi, anche se lo stile juvarriano è evidente pure a Madrid, ma se era un modo per metterci di mezzo la Spagna, ok, ci sta NdRSO); adesso ospita il Museo Civico d'Arte Antica e quest'anno inaugura due nuove attrazioni: una ricostruzione del Senato che lì ebbe sede nei giorni della fondazione del Regno e i giardini che circondano il palazzo.
All'altro lato della piazza la cattedrale gotica ospita la cappella barocca di Guarino Guarini, in cui si ospita la Sacra Sindone (adesso, almeno guardare Google Earth! La cattedrale di Torino non è sull'altro lato di piazza Castello, ma è nei pressi di piazza Castello e, soprattutto, la Cattedrale di Torino non è una chiesa gotica, ma è l'unico esempio di arte rinascimentale presente in città… NdRSO); quella che venerano i fedeli è una copia (tutte le chiavi sulla "verità" su questo caso le dà Julia Navarro in La confraternita della Sacra Sindone; inoltre, c'è un museo tematico in via San Domenico 28) (il libro della Navarro è divertente e interessante e se ne consiglia la lettura, ma se stiamo scrivendo un articolo su Torino, forse bisognerebbe consigliare libri "scientifici" che spiegano i misteri della Sacra Sindone, non una novella, anche se l'ha scritta una spagnola, una delle migliori autrici contemporanee in lingua spagnola, perché non si pensi male NdRSO). Attaccato alla Cattedrale, un altro capolavoro di Guarini, la Chiesa di San Lorenzo (se la chiesa di san Lorenzo è attaccata alla Cattedrale, cosa saranno mai Palazzo Reale e il Museo d'Antichità?! E peccato che per una volta che poteva fare una citazione azzeccata della Spagna l'ha saltata: la cupola di San Lorenzo è ispirata a una delle cupole della Mezquita di Córdoba NdRSO). Intorno a questo complesso, i frondosi Giardini Reali che arrivano fino al parco archeologico della Porta Palatina (massì, abbattiamo la Cattedrale e il Museo d'Antichità! NdRSO), una delle quattro che chiudevano il quadrilatero romano, con l'antico teatro romano. Davanti (sarà al lato, ma non importa, ormai NdRSO), ogni mattina funziona il Mercato di Porta Palazzo, dove, oltre che la lattuga e le rape si possono comprare delicatessen locali (ecco, Porta Palazzo sintetizzato così, è indegno persino di uno spagnolo NdRSO).
ore 11.00 Mummie come in Egitto
Per fortuna non sono lontani alcuni musei principali (impossibile vedere tutto in un giorno) (meno male, ma è anche impossibile vedere in due ore quello che hai descritto prima, querido, solo Porta Palazzo, uno dei più grandi mercati d'Europa, se non il più grande, ti porta via mezza mattinata, ma se hai visto solo lattughe e rape, si capisce che tutto sia possibile NdRSO). In piazza Carignano il Museo Egizio si vanta di essere il più ricco dopo quello de Il Cairo; è in fase di rinnovamento, fino al 2015, e apre adesso nuovi servizi. Al piano terra dell'edificio si può vedere la Galleria Sabauda, cioè la collezione di pittura iniziata dai Savoia nel 1832. Davanti si trova il palazzo Carignano, opera del Guarini (non è davanti, anche perché davanti a Palazzo Carignano ci sono l'omonimo Teatro e il Ristorante del Cambio NdRSO), sede del primo Parlamento e in cui quest'anno riapre il Museo Nazionale del Risorgimento italiano. Vale la pena fare un salto fino al Museo del Cinema, visto che si trova nella Mole Antonelliana, struttura di ferro e cristallo (ferro e cristallo?! NdRSO) di 167 metri, creata nel 1863 dall'architetto Antonelli per essere usata come sinagoga e diventata un'icona, una specie di Tour Eiffel delle Alpi
ore 13.00 Qui si è inventato il vermouth
Per prendere un aperitivo (alle 13.00?! NdRSO) bisognerà tornare in via Roma, fiancheggiata da lussuosi portici (dicono a Torino che la loro città sia la più porticata d'Europa perché ha 18 km di portici, ma a Bologna, che ne ha 40, non sono d'accordo). I portici di via Roma proteggono negozi eleganti e portano in piazza San Carlo, il salotto di Torino. Una scenografia disegnata dall'architetto barocco Castellamonte che si chiude con due chiese quasi gemelle, una delle quali di Juvarra. Sotto i portici di questa piazza ci sono locali eleganti, in cui chiedere un Martini o un Carpano, marche che hanno musei propri. Per mangiare, due ristoranti di tradizione: il Cambio, dove si organizzava l'Unità d'Italia durante il dessert (mah! NdRSO), La nuova smarrita, in cui Cavour aveva installato la sua amante. Altre scelte: cucina piemontese con strizzata d'occhio all'avanguardia al Dolce Stil Novo, e con i migliori vini del Pieonte, alla Taverna Libraria. A La Badessa, cucina monastica o casalinga (con una sola esse è meglio! NdRSO)
15.00 Cattè e passeggiata
Poche città al mondo contano su un tale numero di caffè storici. Il Cambio è il più antico, Al Bicerin è del 1763 e clienti come Cavour o Alexandre Dumas prendevano lì il loro bicerin (caffè con cioccolata e panna). Del 1780 è Fiorio, il caffè degli aristocratici; al lato si riunivano i bohemiens, da Mulassano (al lato?! NdRSO). Al Platti, del 1870 e stile liberty, scriveva Cesare Pavese. In piazza San Carlo ci sono Stratta, Torino e San Carlo, dove facevano la digestione gli organizzatori del Risorgimento. L'ora della passeggiata può essere usata per vedere le grandi esposizioni del 150° anniversario, nelle Officine Grandi Riparazioni e alla Venaria Reale, complesso barocco dei Savoua che è patrimonio mondiale dell'UNESCO. Ci sono altre due passeggiate obbligate: alla Basilica di Superga, opera emblematica di Juvarra, dietro il quale si schiantò l'aereo della squadra locale (l'antecessore della Juventus, c'è un monumento) (e qui l'indignazione della torinese si unisce a quella della granata: ma come si fa a definire il Grande Torino predecessore della Juventus e non essere licenziati in tronco?! Ma questo per scrivere 'st'articolo non ha consultato neanche Google! NdRSO); e al complesso del Lingotto, l'antica fabbrica della FIAT trasformata dall'architetto genovese Renzo Piano e che ospita negozi, hotel, centro congressi e spazi per il tempo libero.
20.00 Notte elegante
Per passare una serata elegante ci sono il Teatro Regio, il Carignano e una decina d'altri teatri, a parte vari auditorium per la musica. La zona dei locali si divide tra i Murazzi del Po, vicino al ponte Vittorio Emanuele e la Gran Madre di Dio (che secondo gli esoteristi è un vertice magico) (d'accordo che doveva infilarci la Gran Madre, ma i Murazzi sono esattamente sull'altra riva del Po, cita piazza Vittorio Veneto, al limite! NdRSO) e la zona chiamata Quadrilatero Romano, vicino alla Porta Palatina. Di moda e cosmopolita Granbar Torino; La Drogheria il migliore per l'happy hour. E per dormire il NH Lingotto offre design e tranquillità, la stessa catena ha un altro hotel più centrale, il Santo Stefano. L'Hotel Urbani è un magnifico tre stelle vicino alla stazione principale dei treni, Porta Nuova, e vicino anche all'Hotel Roma, dove Cesare Pavese si riempì di sonniferi dopo aver scritto questo addio: "Perdono tutti e a tutti chiedo perdono, va bene? Non fate troppi pettegolezzi"
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