Dopo averlo perso di vista per mesi, abbiamo rivisto José Luis Rodriguez Zapatero. E' stato un paio di giorni fa, alla nomina di José Manuel Romay Beccaria come presidente del Consiglio di Stato, a cui Zapatero appartiene, in quanto ex Presidente del Governo (Felipe González e José Maria Aznar hanno rinunciato al loro posto, all'accettare le poltrone in alcuni CdA, che rendevano incompatibile il doppio ruolo).
In questi primi quattro mesi lontani dal potere Zapatero ha condotto una vita molto discreta, dedicata soprattutto alle sue donne, la moglie Sonsoles e le figlie Laura e Alba, e divisa tra i suoi uffici nel PSOE e nel Consiglio di Stato. I media ci hanno informato delle sue scappate a Parigi con Sonsoles (con tanto di analisi del loro look di turisti impegnati nello shopping) o della recente vacanza a Lanzarote, alle Canarie, sempre in compagnia dell'inseparabile moglie. Qui, a Lanzarote, assicura vanitatis.com, i coniugi Rodriguez Espinosa hanno dedicato il ponte del 1° maggio alla ricerca di una casa, per le vacanze estive e qualche finesettimana in fuga da Madrid. L'ex presidente "conta su un gruppo di consulenti che non ha niente a che vedere con agenti immobiliari, sono dirigenti del PSOE dell'isola, che hanno fatto da Cicerone a Zapatero e gli hanno passato una cartella di 4 o 5 case che, per caratteristiche e prezzo, si adattano perfettamente alle neccessità e ai gusti della coppia. La zona che ha maggiori possibilità di avere Zapatero come ospite è Famara, situata al nord di Lanzarote. Qui i prezzi delle case in vendita oscillano tra i 300mila e i 700mila euro, mentre quelle in affitto oscillano tra i 100 e i 200 euro al giorno" scrive il sito diretto da Paloma Barrientos.
Ma ovviamente nella nuova vita dell'ex presidente non ci sono solo romantici weekend con Sonsoles o la ricerca di nuove case da comprare.
Il quotidiano ABC rivela che Zapatero sta scrivendo due libri; uno, sulla crisi, uscirà in autunno, l'altro nel 2014. E sarà interessante conoscere l'opinione dell'ex presidente, adesso che gli spagnoli stanno finalmente realizzando che non tutto è stata colpa sua e che era una menzogna, la teoria che, con la sua uscita di scena, il sole sarebbe tornato a splendere sulla Piel de Toro. Gli spagnoli hanno sempre bisogno di una ventina d'anni per far la pace con i loro ex Presidenti del Governo e riconoscere i loro meriti, succederà anche con Zapatero, adesso rispettato e amato soprattutto dagli stranieri. Anche se continua a essere impossibile parlare con serenità di Zapatero con uno spagnolo, inizia a esserci la consapevolezza che il problema della crisi non era l'ex premier, che i mercati non volevano la sua uscita di scena (volevano, e continuano a volere, lo smantellamento dello Stato Sociale, che Zapatero non è stato disposto a concedere e che Rajoy sta dando), che le sue impopolari misure per mettere freno alla crisi non erano le peggiori possibili.
Questa nuova consapevolezza è accompagnata da scoramento e rabbia: il PP ha mentito e manipolato pur di arrivare al Governo (non bisognava essere un genio per capirlo, magari prima delle elezioni del 20 novembre) e anche il PP, come il PSOE, non ha molte idee per risolvere la crisi economica, perché la crisi non è causata solo dallo scoppio della bolla immobiliare, perché c'è bisogno di un nuovo modello economico, non solo in Spagna, di cui il PP, con i suoi tagli di spesa forsennati, non sembra avere molte idee, perché con l'ossessione di compiacere Angela Merkel e i mercati, senza toccare i privilegi delle classi sociali più agiate, si stanno impoverendo le classi medie. Nelle reti sociali fervono i preparativi per la manifestazione del 12 maggio, alla vigilia del 15 maggio degli indignados: a Barcellona hanno già fatto sapere che torneranno ad accamparsi in plaça de Catalunya, tra il 12 e il 15 maggio, a Madrid le autorità hanno già minacciato qualunque tentativo di acampada alla Puerta del Sol (per cui non è difficile immaginarsi che saranno in migliaia a sfidare il niet del nuovo Governo, nel cuore della capitale).
Si vedono queste cose e ci si chiede se davvero Zapatero continuerà ancora a lungo a essere il capro espiatorio di tanto disfacimento economico e sociale. Viene sempre in mente un magnifico proverbio spagnolo: Otro vendrá que bueno me hará (Arriverà un altro, sottinteso peggiore di me, che mi renderà buono).
Viene voglia di ascoltare finalmente la voce di questo Presidente del Governo ingiustamente maltrattato, che ha fatto quello che ha creduto meglio per il proprio Paese, sacrificando anche il suo futuro politico; è l'unico ex Premier che ha scelto il silenzio, agli strali che usano mandare di tanto in tanto Felipe González e José Maria Aznar. Per questo i libri che ha in preparazione meritano ogni attenzione.
Dopo averlo incontrato alla riunione del Consiglio di Stato, abbronzato per la recente vacanza a Lanzarote, e rilassato per la lontananza del potere, Mariano Rajoy ha commentato: "Sta molto meglio di me ed è più tranquillo di me". Con tutto il rispetto, presidente, ve lo meritate entrambi, ZP la tranquillità e Lei... qualunque cosa stia sentendo.








































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